Bond, NarraBOND e l’operazione Casatiello a Londra – Qualche considerazione sull’essere londinesi.

L’Inghilterra, in sintesi, a prima vista sembra easy and smart con le sue parole elementari di due, massimo tre sillabe, ma in realtà è società che mi risulta ermetica e indigesta. Londra è con Berlino la città più dinamica e moderna d’Europa, ma con incredibile pervicacia rimane ancorata a vecchi schemi ripetitivi e a volte ottusi: le casette con giardino tutte uguali, l’onnipresente moquette polverosa e sporca, il rubinetto dell’acqua calda e quello dell’acqua fredda separati, la cena alle 5 del pomeriggio, la guida a sinistra, le miglia, i galloni, i pollici e freddure di convenienza che si ripetono da sempre e che possono fare ridere la prima volta o almeno la seconda volta che le senti.

Leggi l'articolo →

Cracovia e la finestra del Papa (diario di viaggio).

Il destinatario del s.o.s. non parla inglese, ma fortunatamente riusciamo comunque a capirci grazie al linguaggio universale dei gesti. Mi fa immediatamente segno di seguirlo e io obbedisco. Camminiamo per circa 15 minuti in direzione opposta rispetto a quella in cui io – a naso – sarei andato, ma non è il momento di farsi venire dei dubbi. Durante il tragitto indica anche un’enorme casa di campagna e ripete: “Balotelli, Balotelli”.

Leggi l'articolo →

Londra parla napoletano – La Chiesa degli italiani a Londra.

La sua curiosità però non è solo estemporanea e – per continuare l’interrogazione – arriva ad invitarmi a casa sua a pranzo sostenendo che sua nuora ha fatto un’ottima pastiera.

Finalmente, quando mezzogiorno e mezzo è ormai passato, una voce inglese ripete alla folla impaziente di entrare da una porta laterale: “please, other side, other side”.
Appena riesco ad entrare in Chiesa, ad accogliermi c’è una un quadro della Madonna di Pompei, mentre l’organo suona una musichetta che mi sembra familiare.
Ci metto, tuttavia, due minuti per capire che si tratta di “ti voglio bene assaje”.

Sul bancone in cui mi siedo c’è anche una copia del “Londra sera”, un giornaletto che dà contezza delle attività della comunità italiana.
Sulla prima pagina si parla del tour londinese di Tony e Peppe Servillo, sulla seconda c’è un’intervista ad un pizzaiolo di Potenza, sulla terza un dossier sulla mozzarella di bufala. Le altre, invece, contengono solo foto di monumenti con una breve didascalia che precisa la città in cui sono state scattate: Napoli, Pompei, Capri, Sorrento, Palermo, Catania, Lecce.

Quando arriva il prete contemporaneamente riparte il motivetto:
“Io te voglio bbene assaie
e tu nun pienze a me”.

Leggi l'articolo →