Siviglia non è la vera spagna (diario del cammino portoghese).

Cos’è la fortuna? La fortuna è quando lasci la Galizia con il bel tempo e atterri a Siviglia circondato da nuvole che rendono la città meno rovente del solito. Il nostro arrivo, tuttavia, non è felicissimo: la Ryanair mi ha fatto imbarcare lo zaino e per rivederlo sui nastri dell’aeroporto del capoluogo andaluso ho dovuto aspettare più di mezzora. Tempo che mi è servito per ricordare tutti gli stereotipi che gli spagnoli mi hanno raccontato sulla voglia di lavorare che hanno gli andalusi, nonché per pensare al gruppo di turigrini sivigliani che sul cammino mi ha dato tanto fastidio.

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Gita in Galizia tra il canyon de Sil e le isole Cies (diario del cammino portoghese).

E’ emozionante rivedere due amici dopo tanto tempo, ma…accidenti, come sono cambiati, chi li avrebbe mai potuti riconoscerDSC02387e! E, se sono cambiati loro, forse lo sono anche io. Mi devo preoccupare? No, amici miei, in fondo nessuno di noi è cambiato: Lourdes ancora riesce a diffondere l’allegria ovunque vada, mentre Cesar è il sornione basco di sempre. Con loro c’è anche la nipote svizzerotta Sheila. Purtroppo anche dalla Galizia si emigra in cerca di lavoro e – ormai – decine di migliaia di spagnoli parlano il francese, il tedesco e l’italiano dei cantoni svizzeri.

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Aiutati che Santiago ti aiuta ( Briallos – Teo, 36 km. Ottava tappa. Diario del cammino portoghese).

Addormentarsi ieri sera è stato oltremodo complicato: qui il sole non tramonta mai e alle 23, in assenza di tendine, era ancora in alto a dare fastidio. Ciò premesso, siccome vorrei far provare ad Antonio l’esperienza di un vero albergue comunitario, esperienza che purtroppo sul cammino portoghese – dove latitano gli albergues parrocchiali e i preti volenterosi – finora è mancata del tutto

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Ci sono tre spagnole, due napoletani, un italiano e due tedesche ( Diario del cammino portoghese. Settima tappa ).

La prima regola del pellegrino è usare solo le gambe per muoversi, cioè rispettare se stessi e il proprio cammino. La seconda, invece, è rispettare gli altri e il loro cammino, cioè non disturbareDSC02277. Questa seconda regola ha come corollario che non bisogna fare baccano e, dopo le 22, si devono spegnere le luci. Ai turigrini di Coimbra, che stanotte condividono la stanza con noi, tuttavia quest’ultima regola non deve essere nota e – infatti – dopo aver fatto

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La prima regola del pellegrino. Valenca do Minho – Redondela, 25 km ( SESTA TAPPA. Diario del cammino portoghese).

L’uscita da Tui è molto bella, ma il cammino per lunghi tratti incrocia la statale e ci costringe a camminare con numerose auto che ci sfrecciano al lato. Noi, come previsto, andiamo molto a rilento e anche una ragazza conosciuta ieri nell’albergue ci supera facilmente. Finalmente una deviazione ci riconduce sul sentiero rendendo il cammino molto gradevole. Mancano circa 3 km a O Porriño e la strada continua a salire inesorabilmente. Un bivio, poi, alimenta i nostri dubbi: da una parte, in discesa, il cammino prosegue lungo un sentiero; dall’altra, in salita, è segnalata un’area di riposo con alcune panchine. Scegliamo di salire per sederci su una di esse per alcuni minuti e per consumare i panini e un po’ di frutta. Nel frattempo due pellegrine spagnole ci raggiungono e ci chiedono ragguagli sulla strada da seguire

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