LA COREANA CHE SBAGLIò CAMMINO! – Santillana del Mar – San Vicente de la Barquera, km 34 – (Tappa 10, capitolo 11 ).

Il cammino prosegue dolcemente e ben presto i lastricati di Santillana diventano un ricordo. L’unico problema, per il momento, è trovare un bar aperto di domenica e fare colazione. Ne troviamo uno in piena campagna con una signora che Manolo definisce “rustica” e con la quale non perde occasione per farsi due risate: “questi italiani sono incredibili, si fanno 50 km come se niente fosse e io non ce la faccio più a stargli dietro: che macchine, che macchine!”. Per il resto la tappa non regala incontri imprevisti, ma almeno è piacevole. Quando guadiamo un fiumiciattolo, la Rabia

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Diario del cammino francese (2011).

Mentre trascrivo su questo blog il diario che ho curato quotidianamente al termine di ciascuna tappa, sono ancora traumatizzato per il ritorno alla vita ordinaria. Mi sento come se per un mese avessi vissuto in un’epoca del passato e ieri fossi stato improvvisamente ricatapultato nel presente: dai trattori e dalle pecore delle mesetas sono passato al caos della metropolitana di Madrid e alla folla oceanica della giornata mondiale della gioventù. Le distanze sono tornate ad essere relative e 10 km non sono più almeno due ore di fatica, ma pochi minuti di slaloom in motorino. Non mi affretto più per evitare il caldo delle ore di sole né le nuvole che minacciano pioggia, ma guardo il tempo solo per capire se posso andare a mare. Quanto segue non ha nessuna pretesa letteraria, ma riporta fedelmente la cronaca di ciò che è stato il mio cammino, cammino che è solo uno degli infiniti che si possono vivere e che, per questo, rimarrà unico e irripetibile.

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