Prologo – Non sei tu che fai il cammino, è il cammino che fa te.

Quello che sto per raccontare doveva avere – come normalmente accade per tutte le storie – un inizio e, ovviamente, anche una fine. Invece, in questo caso, gli inizi sono molteplici, mentre la fine deve ancora essere scritta. Ad ogni modo mi scuso immediatamente per il no-sense letterario, essendo comunque disponibile ad ogni suggerimento relativo al ritrovamento di un

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Pronti, si parte: l’arrivo alla partenza ( Diario del cammino del nord – ( capitolo 1 ).

– QUESTIONE DI FATO – Appena uscito dall’aeroporto riesco a trovare subito l’autobus che porta al centro di Bordeaux, ma non ho la stessa fortuna con l’autista, che ha l’innata capacità di beccare tutti i semafori rossi. Arrivo, così, al centro della città con notevole ritardo e mi rendo conto di avere, mio malgrado, solo poche ore di tempo per visitarla. Decido così di tagliare tutti “i tempi morti” – come, ad esempio, cercare l’ubicazione dell’ostello della gioventù che avevo visto su internet o pranzare decentemente – per sfruttare ogni attimo a disposizione, tanto più che locali come “Masaniello”, “Le Giuseppè” o i venditori di kebab sparsi

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La contea basca – ( cammino del Nord, San Sebastian Zumaia, tappa 2, capitolo 3)

Parto in ritardo, ma camminare con gli scarponi è un’altra cosa, tanto è vero che riesco a seminare un po’ tutti. Dopo i primi 10 km mi ricongiungo al gruppo, ma stavolta, non appena inizia la discesa, è Manolo ad andare in fuga. Scelta poco saggia perché Cema, il basco, conosce una “scorciatoia” per arrivare ad Orio, e Manolo, che ci aspettava a valle, non ci trova più. Orio è una cittadina che si sviluppa alla foce di un fiume e in cui ci sono canottieri e di ciclisti ovunque.

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Aiuto, fatemi scendere! – cammino del Nord- Zumaia – Markina, ( tappa 3, capitolo 4).

Se avessi saputo prima cosa mi aspettava, forse stamattina non sarei mai sceso dal letto. Il tratto che va da Deba a Markina è il più duro del cammino, ma io, a mie spese, l’ho scoperto troppo tardi. Andiamo con ordine. E’ domenica mattina e in strada ci sono solo un gruppo di ragazzotti ubriachi che ci sfruculià, ovvero ci punzecchia, seguendoci e indicandoci la strada sbagliata.

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– Anche questa è arte! – ( Guernika – Bilbao – 34 km, tappa 5, capitolo 6 )

Piove a dirotto e siamo tutti molto preoccupati per lo stato in cui si troveranno i sentieri. D’altra parte Cema e Pep sono al loro ultimo giorno e così propongono di violare una delle regole auree di ogni pellegrino, ovvero di prendere un treno fino a Bilbao. La scelta non è facile, ma, dopo alcuni minuti di attesa nella speranza che la pioggia diminuisca di intensità e ci permetta di guadagnare “altro tempo”per decidere, sia io che Manolo cediamo alle pressioni per consentire agli altri compagni di viaggio di raggiungere Bilbao e tornarsene a cas

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Supermanolo ai confini del mondo – Bilbao – Castro Urdiales, 57 km ( tappa 6, capitolo 7

Anche Pep ci lascia, così io rimango da solo in balia di Manolo, una persona che – se potesse – si farebbe una maratona no stop fino a Santiago. Usciamo da Bilbao seguendo il tracciato ufficiale, ma, non appena iniziamo a salire le scale che ci porterebbero sulla parte alta della città, incontriamo un gruppo di pellegrine che percorre la strada in senso inverso e ci invita a seguirle per tagliar alcuni km. Con noi c’è anche Salvatore, il sardo di 68 anni che Manolo ha simpaticamente ribattezzato “El Paparotti” per via di incomprese velleità canore. Attraversiamo tutta la periferia industriale di Bilbao seguendo il lungofiume e percorrendo la città in tutta la sua bruttezza. Sembra di stare nell’agro nocerinosarnese

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Scusi, per andare dove dobbiamo andare? ( Castro Urdiales – Laredo, 28 km, – tappa 7, capitolo 8 )

Prima di iniziare è necessario un breve briefing e ci rifugiamo in un bar per studiare il percorso. Il cammino ufficiale sale sulla montagna, ma praticamente tutti gli indigeni ce lo sconsigliano e Manolo preme per seguire la strada costiera. In condizioni normali non lo starei a sentire, ma, siccome so che in fondo ha ragione e ho già sperimentato l’assurdità del tracciato ufficiale,

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La nostra movida —Laredo – Santander, 49 km – ( Tappa 8, capitolo 9 cammino del Nord)

E’ venerdì, stiamo fisicamente bene e vogliamo porci un obiettivo ambizioso: vogliamo provare ad arrivare a Santander così stasera possiamo uscire. La meta sembra irraggiungibile, ma per ora non abbiamo nessuna fretta: dobbiamo solo seguire ill lungomare di Laredo per 5 km e poi aspettare il traghetto che ci porterà a Santoña. Ovviamente le buone

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