Borghetto e il parco Sigurtà a Valeggio sul Mincio

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Valeggio sul Mincio è una cittadina di circa 15.000 in provincia di Verona attraversata dal fiume Mincio e confinante con la provincia di Mantova. Etimologicamente Valeggio significa “luogo pianeggiante”, anche se  è convinzione locale  che il suo toponimo derivi da vale dium, ovvero da “Valle degli dei”.

Qui ogni quarta domenica del mese si organizza un simpatico mercatino dell’antiquariato con gli oggetti più disperati che attrae parecchi appassionati del genere.

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Ciò premesso, Valeggio è tuttavia famosa soprattutto  per via di Borghetto, una sua frazione che sorge nella valle del fiume Mincio e che si caratterizza per la presenza di  edifici con mulini ad acqua (alcune ruote dei quali sono state rimesse in funzione) e per il borgo visconteo. Inoltre, per chi ne abbia voglia, è possibile percorrere la pista ciclabile che collega Mantova a Peschiera del Garda costeggiando il Mincio.

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Borghetto, per l’appunto, sembra un luogo fiabesco in cui il tempo sembra essersi fermato, benché – soprattutto nei fine settimana – sia preso d’assalto da migliaia di turisti e da ciclisti della domenica.  A me è piaciuto pur lasciandomi interdetto: in fondo Borghetto è davvero un piccolo borgo e la passeggiata, se non si è bici-muniti, è fin troppo breve.

Più peculiare è, invece, l’altra attrazione di Valeggio: il parco  Sigurtà, parco di proprietà privata ( e, invero, ciò spiega il biglietto d’ingresso di ben 13 euro) considerato tra i più belli d’Europa e che copre circa di 60 ettari.dav

Il parco de quo si connota per la presenza di tantissime attrazioni naturalistiche e storiche, quali tulipani, rosse, aceri giapponesi, narcisi, fiori di loto, un labirinto, degli specchi d’acqua, la meridiana orizzontale, un tempietto in stile neogotico e fantastici prati verdi. La fioritura dei tulipani, più in particolare, è la seconda più ricca d’Europa dopo quella di Keukenhof

 

Non voglio dilungarmi oltremodo sulla storia di questo antico parco, ma va detto che la sua storia è cambiata quando fu acquistata dall’industrialotto  Carlo Sigurtà  che lo recuperò e decise poi di aprirlo  al pubblico.

Il parco nelle domeniche di primavera  è preso d’assalto da migliaia di persone. I locali lo usano per organizzare dei pic nic, giocare a pallone o semplicemente farsi una siesta al sole. I visitatori occasionali, invece, preferiscono girarlo per apprezzarne al meglio la cura e la varietà.

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Oltreché a piedi, è possibile girarlo anche in trenino o con le macchine da golf, ma sinceramente ritengo che usare le gambe sia il metodo migliore per conoscere a fondo il parco.

Io non sono un amante dei fiori, ma se persino un’anima insensibile come me è riuscito a cogliere la poesia di questo parco significa che visitarlo ne vale per davvero la pena.

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