Villa Floridiana e il museo Duca di Martina di Napoli. Orari e tariffe.

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Premessa – Mentre penso  a cosa scrivere sulla villa Floridiana, confesso di trovarmi in forte imbarazzo per una semplice circostanza:

conosco come le mie tasche ogni angolo ed ogni scorcio del parco della Floridiana, eppure prima di domenica 2.04.2017 non avevo mai messo piede all’interno del museo.

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E’ vero, a mia discolpa c’è da ribadire che Napoli ha migliaia di palazzi, edifici storici e angoli nascosti che consentono di sbizzarrirsi, ma è altrettanto vero che io in Floridiana ci sono  entrato per la prima volta col passeggino e negli anni ci sono stato centinaia di volte per fare una passeggiata o per andare a correre, per cui un amante delle cose belle come me avrebbe dovuto visitare il palazzo del Duca di Martina molto prima.

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A maggior ragione lo scrivo ora con cognizione di casa, visto che – benché non abbia inserito e non inserirò il monumento in oggetto nella  mia guida su Napoli – chi ne ha la possibilità e magari si trova nel quartiere Vomero può davvero godersi una passeggiata stupenda in uno dei parchi più belli della città di Partenope.

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Dove si trova – Il parco si trova, come già precisato, nel quartiere collinare del Vomero, quartiere che ospita monumenti di pregio come la Certosa di San Martino e il Castello di Sant’Elmo, ma famoso altresì per essere zona di shopping e di movida. Perfettamente raggiungibile con i mezzi pubblici, la Floridiana è a 5 minuti a piedi dalla metropolitana di piazza Vanvitelli, nonché dalle funicolari di piazza Amedeo, piazza Augusteo e Montesanto.

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Il parco ha due ingressi. Il principale è in via Domenico Cimarosa ed è connotato da un cancello monumentale da cui inizia un ampio sentiero che si riconnette direttamente alla villa. Prima di entrarvi, tuttavia, conviene proseguire il tour del parco, in cui l’architetto Niccolini ha voluto inserire una serie di finte rovine, statue ed elementi architettonici, in parte ancora esistenti, che rendono il parco particolarmente romantico.

Tra quest’ultimi sono molto legato al teatrino della Verzura, struttura a pianta ellittica delimitata da una bassa siepe di mirto, da quinte arboree sulla scena e da una doppia gradinata di piperno nella platea.

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Dopodiché, passeggiando, si possono scoprire una serie di serragli e di grotte che nell’800 ospitavano uccelli, tigri, orsi, leoni e persino canguri. Inoltre, scendendo la scalinata monumentale della villa, è possibile accedere ad un’altra sezione del parco in cui è presente un bella fontana affollata da  una numerosa colonia di tartarughine, nonché una meravigliosa terrazza da cui si può ammirare un fantastico panorama sulla città che si estende dal castel dell’Ovo e Posillipo fino all’isola di Capri.

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La villa – La storia di villa Floridiana inizia nel 1815, allorquando re Ferdinando IV di Borbone  acquistò per la moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia  ( di qui il nome del parco, ndr) la tenuta di proprietà del principe Giuseppe Caracciolo di Torella. La villa, in stile neoclassico, venne ristrutturata dall’architetto Niccolini che, come già esposto, si occupo’ anche della sistemazione del parco assieme assieme al direttore del real orto botanico Friedrich Dehnhardt.

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Ciò premesso,  la facciata settentrionale, rivolta a monte, si sviluppa linearmente su due piani e, benché sia quella principale, si presenta in modo estremamente sobrio. La facciata rivolta a mezzogiorno, invece, in virtù del forte scoscendimento del terreno, si articola su tre piani e prospetta direttamente sul mare. Nella progettazione di tale facciata il Niccolini coniugò l’impiego di materiali e di stili fra loro diversissimi: ad un piano terreno costruito in scura pietra lavica egli contrappose i due piani sovrastanti con finiture di stucco bianco.

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Su di una parte basamentale quindi si innesta una struttura neoclassica che termina con un semplice attico balaustrato, sormontato al centro da una meridiana inserita fra due cornucopie.

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Il museo – Dal 1927  la villa Floridiana ospita un museo dedicato alle arti decorative con oggetti donati da una erede di Placido di Sangro, duca di Martina.  Il museo ospita, accanto agli appartamenti privati della duchessa e delle dame, una ricca collezione di oggetti della seconda metà dell’ottocento

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A colpire i visitatori vi sono, in particolare, l’elegante ingresso, la scalinata che porta al primo piano e un’ampia sala d ricevimento. La collezione consta di oltre seimila opere di manifattura occidentale ed orientale, databili dal XII al XIX secolo, il cui nucleo più cospicuo è costituito dalle ceramiche. Tra le più interessanti vi sono sicuramente le ceramiche provenienti dalla Cina e dal Giappone.

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La visita – La visita al museo, tutto sommato, si esaurisce in una ventina di minuti senza troppi affanni. Quando ci sono andato io, ad illustrarmi ciascuna stanza vi erano i ragazzi del liceo Pansini per via di un progetto scuola-lavoro e, pertanto, la visita è durata un pochino di più. In ogni caso il parco – il cui accesso è gratuito – normalmente chiude un’ora prima del tramonto, mentre il museo osserva i seguenti orari:

-Porcellane orientali 8.30 – 16.45
-Porcellane europee: 9.30 – 16.45
-Arte medievale e rinascimentale: apertura con accompagnamento* alle 9.30; 11.00; 12.30; 15.00; 16.00
-La visita completa a tutte le sezioni parte quotidianamente dal piano terra con ampagnamento alle ore 17.00*cco

Biglietti: € 4,00.  Ridotto: € 2,00. Gratuito per i minori di 18 anni e la prima domenica di ogni mese.

 

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