La reggia di Würzburg

 

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Se nel corso della seconda guerra mondiale Norimberga è stata distrutta al 90%, di  Wurzburg si può dire che è stata colpita al 95%.

E, invero, quando sono arrivato in questo centro della bassa Franconia attraversato dal fiume Meno, ho avuto la netta sensazione di essere nella  classica  anonima città tedesca caratterizzata dalle strade larghe e i tram in perfetto orario.

Sennonché nella percentuale rimasta immune dalla follia bellica  vi sono gli affreschi “tridimensionali” del Tiepolo che hanno  permesso alla Residenz di entrare a far parte del patrimonio culturale protetto dalla Unesco e a me di “arricrearmi”  gli occhi.

 

 

Tanto premesso, non mi dilungherò a scrivere oltremodo del centro della città, che – a parer mio – non merita più di una passeggiata tra la piazza de mercato con la Casa Comunale, il duomo di San Kilian con l’annessa cappella funeraria degli Schönborn, la Collegiata di Neumunster, la Cappella di Santa Maria, la Stift Haug e, soprattutto, il ponte vecchio (Alte Mainbrucke) che  consente di avvicinarsi alla fortezza di Marienberg.

 

 

Ciò che dà senso ad una sosta a Wurzburg è quasi esclusivamente la magnificente Residenz.

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Appena entrati in questo stupendo edificio costruito nel XVIII sec per volere dei principi-vescovi della casata degli Schoborn, si rimane subito estasiati dal Vestibolo creato per l’ingresso delle carrozze e dallo scalone monumentale con la volta di 600 mq affrescato dal Tiepolo. Più in particolare trattasi di uno scalone – detto d’onore – che per splendore ritengo secondo solo a quelli del palazzo reale di Napoli e della reggia di Caserta.

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Vi sono poi, da una parte gli appartamenti privati di chi abitò questa reggia, dall’altra i saloni di rappresentanza. E’, tuttavia la sala imperiale con affreschi del Tiepolo contestualmente alle ricche decorazioni dorate, agli stucchi realizzati da Antonio Bossi e ai lussuosi lampadari a lasciare senza fiato chi rivolge lo sguardo all’insù. L’affresco in questione rappresenta  la Storia di Würzburg e colpisce per la sua tridimensionalità e per il ricercato trompe l’oeil.

Invero sarà molto divertente notare in un degli angoli della sale una tromba fuoriuscire dalla volta in quanto per metà affrescata e per l’altra incastonata nella parete.

Nelle altre sale vi sono poi i soliti arazzi fiamminghi, alcune dipinti che rappresentano Venezia, eleganti stucchi e tanti particolari che rendono ogni stanza diversa rispetto alla precedentedav

 

Nella specie merita una menzione particolare il gabinetto degli specchi, le cui mura sono composte interamente da pannelli di vetro decorati con lievi pitture di ispirazione cinese.

Vi è poi la cappella di corte del palazzo di Würzburg, uno dei primi esempi in Germania dello stile barocco utilizzato per opere sacre.

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Infine a impreziosire definitivamente questo edificio lungo 167 metri e largo 97 vi sono tre magnifici giardini noti come di giardino orientale, meridionale e piccolo giardino.

Francamente Wurzburg è una città che non entusiasma alla prima occhiata, ma la Residenz è qualcosa di davvero inusuale per lo schematismo che connota la Germania. Qui il Tiepolo, nello sbizzarrirsi con il suo estro tutto italiano, ha regalato a Wurzburg il meglio della sua produzione.

E, invero, la circostanza che proprio le sue volte affrescate sia rimaste immuni dai bombardamenti del 1945 è un segno divino che vale più di mille parole.

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