Pizzagourmet al Vomero: bello, ma non balla.

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La domanda sorge spontanea: è davvero gourmet la pizza di Pizzagourmet?

E se sì, cosa significa fare una pizza gourmet?

Prima di rispondere a questa domanda, preciso subito che il locale in questione è di proprietà di Giuseppe Vesi, un pizzaiolo che porta con sé il peso della tradizione del centro storico e che si è impiantato nel quartiere collinare di Napoli con l’idea di creare qualcosa di innovativo.

Di lui si parla soprattutto dopo la sua partecipazione ai 4 ristoranti di Alessandro Borghese, programma televisivo in cui è arrivato prima battendo nientepopodimeno che Fresco, la figlia del Presidente e Concettina ai tre Santi.

A  ciò aggiungasi – dico: aggiungasi – che, quando ci sono andato, ero a dieta e alle aspettative suscitate dalla promozione del brand si erano aggiunte quelle legate alla fame atavica che mi contraddistingue.

E, invero, nell’avvinarmi al suddetto locale, sono dovuto passare accanto ad altre attività commerciali che hanno messo a dura prova la mia capacità di resistenza al cibo, permettendomi tuttavia di arrivare con la giusta cattiveria agonistica davanti all’insegna di Pizzagourmet.

Ciò premesso,

partiamo dal principio:

il locale è carino, fresco, ordinato.

Le mattonelle in bianco e blue donano  un’atmosfera quasi greca e allo stesso tempo sobria ed elegante. Il servizio è celere ed efficiente, ma tremendamente antipatico e a volte scorbutico. Il menu’ – bello e luminoso – pone subito in evidenza  prezzi sinceramente esagerati: se si esclude la margherita dal costo di sei euro, tutte le pizze farcite partono dai 12 euro in su, il ripieno vale 10 euro, le birre 6/12 euro e l’acqua 3 euro.

pizzagourmet-giuseppe

Francamente è troppo.

In pratica, se aggiunge una fritturina con una birra, partono facilmente 25/30 euro e per una pizzeria è inaccettabile.

Riguardo al cibo,

il ripieno al forno è molto buono: leggero, equilibrato, saporito e connotato dall’utilizzo di ottimi ingredienti. La pizza, invece, è morbida, piccola  e lavorata bene.

Ma non dà soddisfazione.

E’ una pizza che lascia con fame senza tuttavia invogliare a mangiarne un’altra.

Inoltre ho notato  che, se da una parte mi è apparsa farinosa, dall’altra l’ho vista servire sempre con troppe bruciature.

In conclusione pertanto, per rispondere alla domanda iniziale ( è davvero una pizza gourmet?), la mia risposta non può che essere la seguente:

gli ingredienti sono di sicuro molto curati, ma il gioco non vale l’impresa.

Forse invece di fare una “pizza gourmet” sarebbe meglio fare una pizza buona.

Locale: 8

Servizio: 6

Cibo: 7

Prezzi: 4

Voto 6,5

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