Le catacombe di Napoli: San Gennaro.

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Le catacombe di Napoli costituiscono per i turisti una scoperta recente resa possibile solo negli ultimi 6 anni grazie all’interessamento della cooperativa “La Paranza”. Orbene, dopo aver conosciuto le bellissime catacombe di San Gaudioso ( leggi qui) e con l’auspicio che presto siano visitabili anche le catacombe di San Severo, sono andato a conoscere quelle di San Gennaro.

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Invero –  benché nella mia guida su cosa visitare a Napoli in 5 giorni abbia indicato come facoltativa la visita a detto complesso, ritengo che le Catacombe di San Gennaro siano molto affascinanti e costituiscano una visita obbligata per ogni turista che voglia cogliere il profondo e particolare rapporto che i napoletani hanno con la fede e con la morte.

L’ingresso alle catacombe è nel piazzale adiacente alla Basilica del Buon Consiglio ( Chiesa  meglio nota come “piccola San Pietro” e che consiglio di visitare) nel quartiere di Capodimonte e nei pressi della omonima reggia ( di cui ho scritto qui), dove si viene presi in carico da uno dei ragazzi della cooperativa “la Paranza” che – con entusiasmo,competenza e grande capacità comunicativa – coinvolgerà il visitatore nel percorso guidato.

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È dal 2008 che la curia arcivescovile ha coinvolto i ragazzi del quartiere Sanità,unitisi in cooperativa, nella gestione delle catacombe e da allora questi giovani hanno saputo trasformare un’occasione di lavoro in un momento di riscatto per tutto il quartiere.

Le catacombe sonno scavate nel tufo della collina di Capodimonte,sono le più vaste del sud Italia e si estendono su due livelli non sovrapposti. Il livello superiore risale al  III secolo ed è stata ampliata nel V secolo dopo  la traslazione delle spoglie di San Gennaro, mentre il livello inferiore trova origine come tomba gentilizia  pagana che,donata poi ai Cristiani, diventò cimitero tra il II e il III secolo.

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Solo 100 scalini separano l ‘ingresso dalla catacombe superiore.

Invero, mentre si scende,  ci si prefigura di arrivare in spazi angusti, tipici ad esempio delle catacombe romane,invece ci si trova in spazi  enormi e sembra di essere in una grande cattedrale sotterranea scavata nel tufo.

Nel livello superiore si trova la Cripta dei Vescovi, dove furono sepolti i primi vescovi  effigiati su mosaico,e la basilica adjecta a tre navate,costruita dopo la traslazione delle spoglie di San Gennaro.IMG_20161009_111629.jpg

Le spoglie del Santo qui traslate nel V secolo e poi trafugate nel VII erano seppellire sotto la Cripta dei Vescovi e sulle pareti di questa catacombe si trova affrescata la più  antica immagine di San Gennaro.

Dopo la traslazione delle spoglie del Santo la catacombe superiore divenne un luogo di sepoltura molto ambito per cui fu ampliata in vari ambulatori che si ramificato  in cubicula con molti loculi e arcosoli

Gli arcosoli erano le tombe dei personaggi più  facoltosi e erano arricchiti da affreschi per evidenziare l’importanza della personalità sepolta. Negli affreschi è spesso rappresentato il linguaggio simbolico dei Cristiani,ad esempio il pavone simbolo della resurrezione del corpo, o vengono rappresentati i defunti come la famiglia Theotecnus

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Scendendo di un livello ci si trova nella catacombe inferiore dove fu sepolto Sant Agrippino I,  vescovo di Napoli, e dove sorge la basilica a una navata a lui dedicata con ancora la sedia vescovile scavata nel tufo e l’altare con un’apertura attraverso la quale i fedeli potevano toccare la tomba del Santo. Intorno alla basilica di Sant’ Agrippino la catacomba si sviluppa in un reticolato regolare,nel vestibolo inferiore si può ammirare una grande vasca battesimale voluta dal vescovo Paolo che qui si rifugiò in seguito alle lotte iconoclaste

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Dalla basilica inferiore si passa ad un altro ingresso alle catacombe ( stavolta tardo gotico) per anni utilizzato come deposito dell’adiacente ospedale e solo di recente restituito alla sua funzione di culto.

Uscendo dalle catacombe il visitatore ha la sensazione di essere entrato a contatto con le radici di una religiosità profonda,consapevole della vita ultraterrena per cui i defunti venivano venerati e il dialogo con loro continuava nella vita quotidiana.

Insomma, visitarle vale veramente la pena.

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5 risposte a “Le catacombe di Napoli: San Gennaro.

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