Una giornata a Lecce

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Se avete intenzione di organizzare una gita nel capoluogo del Salento, lasciate per un attimo la guida nella borsa e lasciatevi travolgere dalla leccesità più sfrenata.

Sedetevi in piazza Sant’Oronzo davanti all’anfiteatro e alla colonna dedicata a Santo, magari ad uno dei tavolini del caffè Alvino, e spaparanzatevi al sole mentre fate colazione con il classico pasticciotto, nonché con caffè e latte di mandorle. E’ questo un sollazzo – tipicamente leccese –  che va fatto con la solennità che si deve ad ogni rito!dav

L’attraversamento della minuscola e deliziosa villa comunale – in cui una volta c’era un pavone ( uno dei simboli della città) a divertire i passanti – permette infatti di avere accesso allo splendido barocco salentino.

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A me Lecce ricorda molto sia Siracusa che Matera, ma a differenza di quest’ultime cittadine il capoluogo del Salento è più aristocratico, più delicato, più solenne.

Spesso dietro i portoni dei palazzi nobiliari si nascondono dei patii antichissimi caratterizzati da giardini pensili  che, in un attimo, ti catapultano improvvisamente a Cordoba in Andalusia.

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Entrare, magari di nascosto e senza farsi scoprire, in uno di questi angoli intimi e domestici è, tuttavia, un’attività molto in voga trai turisti e io di certo  non sono stato un precursore in quest’ambito ( ma solo un appassionato praticante).

Ciò nonostante i leccesi non sembrano particolarmente disturbati dall’invasione pacifica che si spinge fino alla loro case e  che assapora ogni particolare di una città che ne è piena.

In fondo deve essere stata una figata pazzesca fare lo scalpellino a Lecce nel 1700. La pietra leccese, per chi la sa lavorare, è un calcare tenero e compatto ideale per sbizzarrirsi con la fantasia.

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Cosicché  ancora oggi è possibile ammirare il frutto di questo lavoro e divertirsi a osservare quante volte il melograno ( altro simbolo di Lecce) è stato scolpito su uno dei tanti edifici storici della città.

Tra i più belli c’è sicuramente il palazzo della prefettura ( palazzo dei Celestini) che,   come direbbe Riccardo Pazzaglia,  “mi fa uscire pazzo ” per la sua dolce eleganza.

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C’è poi il Duomo con la sua piazza, ma – devo ammetterlo – la mia Chiesa preferita è – con Sant’Irene – assolutamente Santa Croce per via della sua facciata che,  man mano che si scorge, appare sempre più maestosa e preziosa.

Di Lecce avrei tanto da scrivere.

Più che dei suoi monumenti ( per i quali rinvio ad una guida, visto che non mi piace fare “gli elenchi” sterili), potrei scrivere a lungo delle sensazioni e degli odori che mi ha regalato, ma la verità è che non potrei mai trovare le parole giuste per descriverla: andateci e non ve ne pentirete.

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COSA MANGIARE A LECCE.

IL PASTICCIOTTO_ è il dolce più  amato dai leccesi . Si tratta di un fagottino di pasta frolla farcito con crema pasticcera da consumarci caldo. Attualmente si trovano numerose varianti con farcitura all’amarena, crema e pistacchio, nonché alla nutella. Ciò nonostante la classica è alla crema pasticcera. Al formato mignon si aggiunge la torta pasticciotto che si differenzia nelle dimensioni e nel ripieno di crema pasticcera, nonché da uno strato sottilissimo di cioccolato fondente fuso. Rivisitazione international è il pasticciotto obama, con frolla ed un cuore di crema entrambi al cioccolato, nato da una sperimentazione in un laboratorio di pasticceria a Campi Salentina.

IL FRUTTONE_ Si tratta sempre di una variante del pasticciotto. Si compone di una pasta frolla con un cuore di pasta di mandorle e marmellata (la tradizione vuole la cotognata o amarena, ma vi sono varianti con marmellata di albicocca ecc.) con copertura al cioccolato fondente. A differenza del pasticciotto va consumato freddo. Il gusto risulta completamente differente, nettamente più deciso rispetto al pasticciotto. Anche per il fruttone esiste la variante torta.

IL RUSTICO. Fa parte della tradizione  gastronomica da passeggio  ed è prodotto utilizzando due dischi di pasta sfoglia di circa 10 cm di diametro il disco inferiore e 12 quello superiore, ai quali si unisce un ripieno di mozzarella, besciamella, pomodoro contestualmente a pepe e noce moscata su  viene spennellato con uovo e cotto in forno.

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3 risposte a “Una giornata a Lecce

  1. Il caffè con le mandorle..deve essere una delizia. Non vedo l’ora di conoscere questa terra bellissima. Grazie per i tuoi spunti

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