Io sottoposto a fermo di polizia ed indagato per aver sbagliato treno. Germania 2016

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Quanto sto per raccontare non è avvenuto in un paese a democrazia ridotta, ma nella civilissima Germania il giorno successivo all’attentato terroristico che ha sconvolto Berlino ed ha evidenziato una gravissima falla nel sistema di sicurezza e di prevenzione teutonico.
Invero, alla luce di quanto mi è successo, sono sicuro che molto difficilmente dimentichero’ i controllori del treno n. ic 2161 del 20.12.2016, né i tre poliziotti che sono venuti a prelevarmi alla stazione sbattendomi,senza spiegazione alcuna, in una cella di sicurezza.

Espongo in ordine:
e’ il mio ultimo giorno di soggiorno in Germania e, per muovermi agevolmente in treno, ho acquistato, al modico prezzo di 23 euro (sic), un biglietto che mi consente di prendere tutti i treni regionali che voglio. Tra questi vi sono anche quelli della tratta che interessa a me, quella che va da Rothenburg ob der Tauber a Norimberga, circa 85 km da percorrere in una ora e mezza con ben tre cambi.
Sul primo trenino, che da Rothenburg conduce a Steinach (durata 15 minuti), non ho nessun problema. Il controllore mi chiede il biglietto, dopodiché prosegue il suo giro.
Lo stesso avviene anche sulla tratta Steinach -Ansbach, anche se il controllore – stavolta più pignolo – mi chiede pure i documenti.

E’ infatti alla stazione di Ansbach, cittadina poco ridente e davvero assai fredda, che succede ciò che ricorda un regime infausto che la Germania non si è mai lasciata del tutto alle spalle.

Qui infatti avrei dovuto prendere un altro treno regionale per la vicinissima Norimberga, treno che, da quanto risultava sul sito internet della società che gestisce le ferrovie in Germania, passa ogni ora, tranne alle 17.50, ora in cui viene sostituito da un intercity.

È pertanto in perfetta buona fede che salgo sul treno (che arriva in ritardo ed è pure pieno di immondizia) sistemandomi nel primo posto libero che trovo.

Qui, dopo circa cinque minuti, passa un controllore smilzo sulla sessantina, che – senza ricordarsi quali fossero le persone cui aveva già chiesto la esibizione del biglietto – attraversa i vagoni chiedendo random ai passeggeri.
Tanto è vero che, quando mi passa davanti, sono io che spontaneamente gli mostro il titolo di viaggio di cui sono in possesso.
È la fine: il controllore prima si studia il documento che gli ho consegnato, poi scuote ripetutamente la testa e infine se ne va via inducendomi a pensare che la sua sia stata solo una scenetta per far divertire un turista straniero che ha difficoltà a padroneggiare il sistema ferroviario tedesco.

È tuttavia quando, dopo un minuto, lo vedo ritornare assieme alla sua collega bionda che capisco che fa sul serio. I due mi accerchiano e mi intimano di pagare immediatamente seicento euro (somma che peraltro non ho) perché – secondo loro – sono senza biglietto.

Tento di spiegare che il mio è stato un errore materiale e che, per percorrere quel breve tratto su un intercity, ho persino acquistato un biglietto che vale di più (23 euro), ma i due non vogliono sentire spiegazioni e anzi mi intimano ripetutamente con estrema arroganza e con gesti poco tollerabili di fare silenzio. Dopodiché aggiungono anche qualche parolina in tedesco contro gli italiani, parolina che non capisco e che spinge una famiglia tedesca a prendere le mie difese.

A questo punto la vicenda diventa del tutto surreale. I controllori prima abbassano le loro pretese sanzionatorie a 60 e 40 euro, infine chiamano la polizia.

Appena arrivato alla stazione centrale di Norimberga, tre agenti con i manganelli pronti all’uso, mi aspettano e mi comunicano che mi avrebbero fatto andare via immediatamente se avessi pagato la somma richiesta e che, in ultima istanza, i controllori si sarebbero accontentati della esigua somma di 12 euro e mezzo.
A questo punto ci vedo poco chiaro e chiedo come mai da 600 siamo arrivati a 12.50 euro come se stessero tirando fuori somme a caso, ma il capopattuglia mi risponde che il mio tempo è scaduto e mi intima di consegnargli i documenti.

Dopodiché mi fa circondare dagli altri due agenti e, con fare irragionevolmente aggressivo alla luce della scarsa rilevanza della faccenda, mi conduce alla vicina caserma.

Qui penso di accedere agli uffici e far redigere un verbale con una sanzione amministrativa, ma invece – mio malgrado e senza alcuna spiegazione – mi trovo rinchiuso in una cella di sicurezza con i vetri oscurati.

Passano venti minuti prima che il rumore di passi in vicinanza mi faccia intuire che dietro quei vetri ci siano delle persone che mi osservano. Busso così al vetro chiedendo cosa stia succedendo, ma i poliziotti di guardia prima mi invitano in malo modo a sedermi, poi si allontano ignorandomi.

Passano così altri dieci minuti prima che un altro poliziotto, per fortuna più affabile, apra la porta e mi comunichi che – in mia assenza – sta procedendo a redigere il verbale e mi inviti ad attendere altrettanti minuti.

Infine ritorna e mi chiede di firmare dei documenti scritti in italiano da cui risulta che sono stato sottoposto a fermo e che sono stato indagato ai sensi dell’art. 265 del codice penale tedesco.

Incredibile: in Germania, lo stato in cui il principio di colpevolezza è stato elaborato per la prima volta dal fior fiore dei filosofi del diritto, sbagliare treno costituisce reato.

Chiedo così, da giurista, lumi al poliziotto in questione, ma questi – cercando di scusarsi e contemporaneamente senza informarmi su quanto stava avvenendo – mi invita a soprassedere e godermi gli ultimi attimi della mia vacanza in Germania.

È normale sottoporre a procedimento penale una persona che ha semplicemente sbagliato treno senza trarne alcun vantaggio?
È normale che la polizia tedesca, per una faccenda bagattellare, limiti la libertà personale di una persona già identificata e e la chiuda  in una camera di sicurezza senza alcuna spiegazione?

È normale trattare una persona con estrema violenza verbale solo perché in quel momento si trova in una situazione che di sicuro lo pone su un piano di inferiorità rispetto ai sequestratori?
È normale che io non abbia potuto vedere cosa hanno scritto i poliziotti nel verbale e non mi abbiano fornito alcuna copia degli atti?
È normale che non sia stato assistito da un avvocato?
È normale che abbiano eletto in mia vece un domiciliario cui saranno notificati gli atti del mio procedimento senza che abbia avuto la facoltà di incidere su tale scelta?
È normale che quando ho manifestato la mia volontà di denunciare i controllori e i poliziotti per sequestro di persona, il collega che si occupato del mio procedimento mi abbia risposto invitandomi a far finta di nulla?
E’ normale che ora questo procedimento continuerà senza che io sia in grado di difendermi?

Io purtroppo non conosco le norme che disciplinano il processo penale in Germania, ma so per certo che la Germania è in Europa,che la mia libertà personale è stata illegittimamente limitata e che nei miei confronti è stata violata ogni regola basilare del giusto processo ( fermo restando che considerare penalmente rilevante e non un illecito amministrativo la vicenda che mi vede protagonista ricorda una visione degna del peggior regime).

N.B. Mia mamma ha detto che è stata tutta colpa della barba.

20 risposte a “Io sottoposto a fermo di polizia ed indagato per aver sbagliato treno. Germania 2016

  1. Ho letto tutto e sono sgomento. E ovviamente dispiaciuto per quanto ti è capitato.
    Non riesco davvero a capire il significato di tutto ciò, da questione amministrativa (ridicolo il passare da 600 a 12.50 Euro) a questione di imputazione come fosse un reato.
    Ed ora? Ci sarà un processo?
    Forse dovresti tu prendere in mano la situaizone ed esporre denuncia.
    Facci sapere, in bocca al lupo

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    • Sì, sono tornato e ho contattato il consolato a Monaco di Baviera chiedendogli informazioni circa la legittimità della condotta della polizia. Ovviamente cercherò di fare il possibile per difendermi.Grazie per il supporto!

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  2. A volte basta dare una divisa a una persona insicura, ed ecco che per magia questa si trasforma nel mostro più terribile, maleducato e arrogante. Non capisco perché non abbiano potuto spiegarti semplicemente che eri sul treno sbagliato e invitarti a scendere. Sono senza parole, mi dispiace per quello che ti è successo.

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  3. Non esageriamo miriam. io vivo con i tedeschi 12 ore al giorno, il 3% meriterebbe essere buttato nel cesso ma il resto… sono le persone più care mai incontrate in vita mia. Nel mio caso, IMPARAGONABILI rispetto a molti italiani…

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  4. Ti sono solidale per la brutta avventura e per una serie di cose che mi paiono incredibili, a partire dalla condotta del controllore. Detto questo io sinceramente avrei risolto pagando, specie quando avevano ridotto le pretese. Perché va bene l’errore, ma si prendono multe anche per errore. Sono salito sul bus senza biglietto (errore) e prendo la multa. Ho imboccato la preferenziale per errore (e prendo la multa).
    L’errore in sé non è una scusante, anche se ci vorrebbe del buon senso. E anche in Italia i controllori possono chiamare la polizia, sia sui bus che sui treni.

    ciao e buoni viaggi!

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    • In nessun paese democratico al mondo la mia condotta può integrare un reato. Una cosa è la “multa” per illecito amministrativo ( che accetto), altra è il reato contravvenzionale. Grazie in ogni caso per la solidarietà.

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  5. Pingback: I miei Traveldreams 2017 | Narrabondo·

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