Il Ring of Kerry e la penisola di Dingle in bicicletta.

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Cliffs of Kerry a Portmagee

Prima di raccontare quella che è stata la mia esperienza e pubblicare quindi il diario del viaggio in Irlanda, ritengo utile fornire qualche informazione a beneficio di chi in futuro desideri percorrere in bicicletta la contea di Kerry.

Invero, ancorché si tratti una regione molto rinomata, in internet tuttora si trovano pochissimi ragguagli in italiano e ciò spiega in parte il motivo per il quale i più tra i turisti provengano da altri stati ( in particolare da Germania e Francia).

Orbene,  al riguardo faccio una premessa scontata: il Kerry è un’area incredibilmente stupenda non meno delle regioni più visitate d’Irlanda e in cui  nello spazio di pochissimi chilometri sarà possibile fruire di  paesaggi completamente diversi tra loro. A distanza di pochi minuti si attraverseranno boschi, vallate, pascoli, montagne che sembrano dolomitiche e poi, subito dopo,  mari cristallini quasi caraibici, scogliere scoscese e  spiagge selvagge in cui – se si ha molto coraggio – si potrà addirittura azzardare il bagno

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LA BICICLETTA

Chi voglia percorrere il ring of Kerry e la Dingle peninsula in bicicletta sceglie, a parer mio, il modo migliore per visitare l’area, potendo fruire di un mezzo che  consente di assaporare ogni paesaggio contestualmente senza fretta e senza eccessiva lentezza.  Inoltre il percorso non è troppo impegnativo e, salvo alcuni strappi e qualche salita ( ad esempio il Connor Pass), è tutto sommato una esperienza fattibile per una persona mediamente sportiva.  Punto di inizio privilegiato, sia per chi voglia percorrere solo il Ring che per chi voglia allungarsi a Dingle, è sicuramente la vivace e bella cittadina di Killarney. Qui è inutile portarsi la bicicletta da casa con tutto ciò che ne consegue in ordine ai disagi scaturenti dalla circostanza di dover doverla imbarcare su un aereo e poi doversi occupare del trasferimento sull’autobus. Killerney, infatti,  pullula di società di noleggio che, per  15/30 euro al giorno ( o 70/90 euro a settimana),   vi offrono delle ottime mountain bike con portapacchi impermeabili  a scatto – quindi comodissimi per sganciarli e riagganciarli – casco  e tutto l’occorrente per le riparazioni ( copertone di scorta, pompa e stecca per le ruote).  Tra queste società mi sono trovato meravigliosamente con O’ Sullivan ( per informazioni  http://www.osullivanscycles.com/ info@killarneyrentabike.com )e non posso fare a meno di consigliare di rivolgersi a loro sia per il supporto tecnico e la loro gentilezza che per quanto  riguarda la bicicletta che mi hanno dato.  E’,  infatti, bastato mandar loro una email per rendermi conto della loro estrema professionalità. Sensazione che poi è stata confermata non appena sono entrato nel loro negozio: in pochissimi minuti mi è stata messa a disposizione un’ottima mountain bike e si sono premurati – per il tramite in particolare della signora Mary – di fornirmi tutte le informazioni utili su quella che sarebbe stata la mia esperienza. Inoltre ho molto apprezzato che, una volta riconsegnata la bici, si siano preoccupati di lavarla subito.  Se scrivo questo, è   perché ho notato una evidente differenza qualitativa tra O’ Sullivan ed altre società di noleggio che spesso forniscono bici più scadenti  ( io stesso mi sono servito di un’altra società per girare la contea del Clare e vi assicuro che non è stata la stessa cosa) inidonee al giro che si vuole compiere.

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Inizio del ring of Kerry

LE DIFFICOLTA’

Ciò fermo restando, lo preciso subito, lo sforzo fisico non va preso sottogamba: la scarsa densità abitativa e la necessità di dover pedalare per decine di chilometri prima di imbattersi in qualche centro abitato e, quindi, in qualche bar/negozio per far rifornimento costituiscono un problema non da poco che bisogna ovviare portandosi tanta acqua appresso.  A ciò occorre aggiungere che bisogna essere almeno un po’ allenati quantomeno a stare tante ore in sella e a percorrere un centinaio di km al giorno. Dunque non fate come me. Non partite in sovrappeso e senza alcun allenamento confidando sulla circostanza che 10 anni prima eravate degli appassionati di ciclismo: come minimo correrete il rischio che poi il sedere vi faccia male!  In ultimo, e qui forse fornisco un consiglio superfluo,  ritengo indispensabile   portarsi un  k-way per proteggervi sia dalla pioggia che dal vento.

LE TAPPE

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La bicicletta con la bandiera delle Due Sicilie – Sullo sfondo il Ross Castle

Dove fermarsi? Purtroppo le tappe sono spesso quasi obbligate e, come già precisato, si attraversano pochi centri abitati. Per questo risulta indispensabile sedersi ad un tavolino e chiedersi onestamente quanti chilometri al giorno si è in grado di fare. Scordatevi infatti di poter prendere, in caso di emergenza, un autobus ( ce ne sono pochissimi!) e  un passaggio al volo ( gli irlandesi sono gentilissimi, ma non danno passaggi ai ciclisti). Tenete, infatti, presente che la penisola del Dingle misura circa 150 km, mentre il ring of Kerry 200. Nel Dingle, se non ve la sentite di fare tutta una tirata fino al paese che dà il nome alla penisola, l’unica sosta intermedia possibile è a Tralee. Nel ring of Kerry, invece, ci si può fermare tranquillamente a Killorglin, Glenbeigh, Cahersiveen, Portmagee, Waterville, Kenmare e ovviamente a Killarney.

Io, a dire il vero, ho tirato un po’ e le mie tappe sono state:

  • Killarney – Dingle per un totale di circa 95 km. Per i primi 80 km la tappa è stata in gran parte quasi pianeggiante, dopodiché al Connor Pass e, in mezzo alla nebbia, ho dovuto percorrere 6 km in salita ed altrettanti in discesa.
  • Dingle a Glenbeigh circa 60 km + 35 di giro attorno alla costa. Tappa connotata all’inizio da parecchi strappetti e poi alla fine da percorsi pianeggianti;
  • Glenbeigh- Portmagee, circa 45  km. Ufficialmente si esce dal ring of kerry facendo una deviazione di 10 km che conduce ad uno dei punti più belli della costa: le cliffs of Kerry con vista sull’isola di Valencia, l’isolotto di Puffin e le isole Skelling.
  • Portmagee – Kenmare, circa 92 km. Tappa bellissima tra natura selvaggia e spiagge con mare caraibico. Dopo Waterville c’è una salita abbastanza tosta buona a scaldare i muscoli. Kenmare è, contestualmente a Portmagee e alla stessa Waterville, il più bel paeino del ring.
  • Kenmare – Killarney, circa 38 km. Si attraversa il parco nazionale di Killarney e tanto basta per fermarsi continuamente e fare innumerevoli deviazioni per percorrere i sentieri e scoprire gli angoli più nascosti del parco. Conseguentemente i km  effettivamente percorsi sono molti di più. Prima di giungere al parco c’è da affrontare un salita di 3 km.20160718_090002

LE STRADE

Le strade sono in genere in ottimo stato e ben temprate dalla pioggia. Purtroppo in genere trattasi di strade a scorrimento veloce per cui, soprattutto nel  Dingle, dovrete abituarvi ad essere sorpassati da automobili che sfrecceranno a più 100 km/h. Ciò nonostante c’è da dire che il popolo irlandese è un popolo estremamente civile e ha grande rispetto dei ciclisti. Per questo gli automobilisti in genere non faranno  mai un sorpasso azzardato e, anzi, prima di sorpassarvi attenderanno un cenno da parte vostra.

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 IL TEMPO

Il tempo, manco a dirlo, è una grande incognita. Inutile fare previsioni a lungo termine, perché tanto nemmeno quelle a breve termine sono attendibili. L’unica circostanza sicura è che spesso pioverà e sarà verosimilmente una pioggerellina fine ed implacabile che vi accompagnerà per tutta la giornata. A volte è capitato che abbia trovato addirittura la nebbia con visibilità scarsissima avendo la sensazione di essere in alta montagna quando mi trovavo innanzi a collinette. Altre volte, tuttavia, sono stato sorpreso dal sole e dal bel tempo e, quando ciò accade, l’Irlanda è il posto più bello del mondo grazie  alla sua esplosione di colori tanto contrastanti quanto nitidi. Dunque è questione di fortuna

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I COSTI

Veniamo ai costi. L’Irlanda, se si vuole, non è un paese caro anche se, per forza di cose, le spese ci saranno.  Per la bicicletta si spendono circa 15/30 euro al giorno ovvero – grazie agli sconti praticati – 70/90 euro a settimana. Per dormire, se siete in 2, troverete degli ottimi bed & breakfast per 35/40 euro, anche se gli ostelli – normalmente di buona qualità – di media non vanno oltre i 15 euro a notte. Relativamente al cibo, al pub si mangia tranquillamente con 20 euro, visto che un piatto di carne o pesce con verdure si aggira attorno ai 15 euro e per una pinta di birra si spendono 5 euro.

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13 risposte a “Il Ring of Kerry e la penisola di Dingle in bicicletta.

  1. Ho sempre sognato un viaggio del genere into the wild….l’irlanda, secondo me, è il top in questo senso. Mi sa che, prima o poi, mi toccherò organizzarlo e terrò sicuramente conto del tuo post ricco di informazioni utili e circostanziate.

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  2. Esperienza bellissima che richiede anche molto coraggio. Inoltre, un tour del genere permette di vedere degli angoli che magari in macchina non si noterebbero nemmeno. A me piacerebbe tantissimo fare un giro simile a piedi.
    Aspetto i prossimi post con le tappe dettagliate 🙂

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  3. Pingback: SABATOBLOGGER 46. I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog·

  4. Ciao! Grazie per il tuo racconto! Noi stiamo valutando l’idea di fare il ring of Kerry in bici, siamo una famiglia di 3 con un bambino di 8 anni e mezzo. Mi sto chiedendo però se sia un percorso adatto anche a un bambino: nel senso, le strade del ring sono molto trafficate e dunque pericolose? Non vorremmo fare tutto il giro con l’ansia di stare attenti a lui, che non è così stabile e “affidabile” sulle due ruote…non so se mi spiego…per ora insieme abbiamo fatto principalmente giri su ciclabili chiuse al traffico…
    Grazie per il tuo parere!

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    • Ciao.
      Le strade in Irlanda non sono trafficatissime, ma ovviamente un certo pericolo c’e’.
      In ogni caso sinceramente sono dubbioso perche’ le tappe sono obbligate, ci sono pochi punti di ristoro.e non so se il ring e’ adatto ad un.bambino.

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