Cascais, la Boca do inferno, il Cabo da Roca e l’omaggio a Napoli – Il mio Portogallo, cap. 5

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Converrete sicuramente sulla circostanza  che passeggiare la domenica mattina per una strada sconosciuta che scende dal quartiere alto di Lisbona e ritrovarsi per caso davanti a Cais do Sodre, l’unica stazione ferrovia collegata a Cascais, è davvero un colpo di fortuna inusuale.

Il trenino metropolitano, che parte ogni 20 minuti, percorre tutta la costa e passa anche per il quartiere di Belem e Estoril prima di giungere a destinazione.

Cascais anche fuori stagione è molto viva ed elegante.

Adoro il suo porticciolo, la sua piazzetta colorata e le villette liberty che se ne stanno in disparte.  La splendida spiaggia del paese è animata persino in pieno inverno da velisti e canoisti. Noi,dopo averla osservata bene, iniziamo a camminare per una mezzora abbondante godendo di una costa selvaggia e brutale. Attraversiamo il faro, ponticelli che ci permettono di osservare dall’alto il mare che si impossessa della costa ed effetti di luce che solo la natura può creare. Appena fuori da Cascais c’è anche una piccola fortezza, poi il panorama si fa subito più rude.

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La vera attrazione è la Boca do Inferno, una spaccatura della costa che permette al mare di entrare nelle fenditure della scogliera e di infrangersi con vigore sulla roccia. Qui il mare non è mai calmo e i sibili prodotti dall’acqua nella roccia sono così forti da ricordare un gemito umano. A me ricordano tanto “los bufones” che vidi a Llanes nelle Asturie.

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Ciò detto, nel ritornare verso il centro del paese, scelgo un’altra strada rispetto alla costiera e finisco per imbattermi in un cartellone su cui sembra esserci scritto Napoli. Cosicché, incuriosito, attraverso la strada e noto che effettivamente quel cartellone citava Napoli con tanto di bandiera borbonica. Ancora più incuriosito,dunque, entro in una piccola casina e scopro che effettivamente è in corso una mostra su Napoli ( di cui ho scritto brevemente qui mostrando le foto da me fatte ad alcuni dipinti). Duarte Pinto Coelho era  un giurista ed un appassionato d’arte che, dopo essersi innamorato di Napoli, acquistò centinaia di quadri d’autore che la rappresentavano. Tutte queste opere ora sono in esposizione ( gratuitamente) proprio nella sede della fondazione a lui dedicata. E’ significativo considerare che proprio a Cascais venne a trascorrere il suo esilio l’ultimo regnante dei Savoia, la dinastia che invase e conquistò il regno delle Due Sicilie. Chissà se avrà visto quei quadri e si sarà reso conto che la sua genia è stata responsabile di aver colpito la città che, con Londra e Parigi, è stata l’unica capitale universale dell’epoca  moderna

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Si è fatto tardi, ormai, e – siccome il sole sta per tramontare – ci siamo quasi decisi a tornarcene a Lisbona, ma io ho ancora un sussulto e così intimo: “proviamo ad arrivare al Cabo da Roca”.

Anche in questa occasione la fortuna ci assiste e, non appena arriviamo alla fermata dell’autobus, quest’ultimo è già pronto per partire. A parte noi ci sono solo altri due passeggeri.

Ce la faremo o non ce la faremo a arrivare prima che faccia buio?

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Da queste parti il sole tramonta molto più tardi e  in questo senso è un fattore che ci aiuta. O Cabo da Roca è, infatti, il punto più occidentale del continente europeo, più di Finisterre, e ciò ci permette di guadagnare almeno 10 minuti rispetto alla stessa Lisbona. . E’ un posto magico, con una scogliera imponente  che ricorda quelle dell’Irlanda più selvaggia ovvero l’isola di Wight. Le raffiche di vento sono così intense da sembrare in grado di  poterti sollevare da un momento all’altro, mentre il mare si infrange contro la costa con un vigore tale da essere diventato schiuma pura. Dà un certo senso di impotenza affacciarsi ad osservare il mare. Qui di notte gli unici padroni del territorio sono i falchi, i cormorani, i pipistrelli, le volpi e le vipere.

E’ un posto di confine e, come tutti i posti di confine, non può essere un posto qualunque.

Cascais, voto 7

Boca do Inferno, voto 7

Cabo da Roca, voto 9

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12 risposte a “Cascais, la Boca do inferno, il Cabo da Roca e l’omaggio a Napoli – Il mio Portogallo, cap. 5

      • Quando sono andata in Portogallo ricordo di aver fatto una giornata in giro. Ricordo Sintra ed il palacio de Pena, poi ci siamo spostati a Capo de roca e l’ho trovato magnifico ed infine Cascais, ma non mi è piaciuta molto. Il giro completo era di un centinaio di km. Io del Portogallo me ne sono proprio innamorata. Peccato che in occasione di quella vacanza a Coimbra sono scivolata e sono rientrata di corsa a casa con tanto d’ingessatura. Un caro saluto Bea

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  1. A me Cascais è piaciuta molto.
    Per assaporarla bene però bisogna andare inderogabilmente a piedi dal centro alla boca do inferno: solo così si riescono a vedere tutte le insenature della costa!.
    In ogni caso ringrazia l’ingessatura per completare il giro!
    Buon sabato!

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  2. Cabo da Roca…luogo magico, davvero…si contempla l’infinito con una piacevole inquietudine, senza scorgere nulla oltre il mare…e oltre i nostri occhi sappiamo che c’è l’altra parte del mondo!

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  3. Lo stesso stupore per la mostra VULCÕES NAPOLITANOS l’ho avuto anch’io che non volevo credere ai miei occhi…quando per caso mi sono imbattuta a Cascais in questa bellissima mostra. La cosa che mi dà tristezza è che Napoli è apprezzata più all’estero che in Italia…dove i luoghi comuni e le cazzate sono all’ordine del giorno.

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