Benevento in un giorno. Tra Roma, romanico ed edilizia fascista – Un tour del Sannio

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Benevento è una piccola cittadina di circa sessantamila abitanti con un centro storico molto intimo ed elegante, nonché con alle spalle una storia del tutto peculiare. Attraversato dalla via Appia ( o via Francigena del Sud) e famoso per la tradizione dei torroncini e del liquore Strega, in realtà il capoluogo de Sannio è un centro ingiustamente poco conosciuto persino dagli stessi campani che vivono lungo la costa.

In origine il suo nome era Maleventum, ma siccome qui  i romani  riuscirono a fermare l’avanzata di Pirro e dei suoi elefanti il nome le fu presto mutato in Beneventum. Successivamente nel V sec. d.c. divenne addirittura sede del ducato longobardo con possedimenti che si estendevano dal Lazio e dall’Abruzzo fino alla Lucania, alla Puglia e a parte della Calabria. Infine è stata per secoli una enclave dello stato pontificio all’interno del regno di Napoli.IMG-20160212-WA0079

Ebbene, di quanto suesposto si avrà conferma allorché si inizi la visita della cittadina, una visita che non può non iniziare dal trecentesco Duomo ( purtroppo gravemente e criminosamente bombardato dagli americani alla fine della seconda guerra mondiale) e proseguire nel corso principale, una strada piena di  Chiese, reperti archeologici, nonché edifici storici di epoca papalina, risorgimentale e fascista.IMG-20160212-WA0120

Nel percorrerlo ci si renderà subito conto che Benevento è stata parte dello Stato Pontificio, in virtù dell’architettura tipicamente “romana” che connota i palazzi nobiliari che vi affacciano. Nondimeno il corso principale è condensato di sorprese che richiamano ogni epoca vissuta dalla città.IMG-20160212-WA0076

In primo luogo in una strada perpendicolare è possibile vedere il simbolo di Benevento, ovvero l’arco di Trionfo di Traiano con il bell’edificio in cui nacque San Giuseppe Moscati ( il medico che esercitò a Napoli e cui ancora oggi gli studenti portano a benedire la tesi di laurea nella  Chiesa del Gesù a Napoli).IMG-20160212-WA0087.jpg

E’, inoltre,  possibile imbattersi nell’inconsueto obelisco del tempio di Iside, tempio egizio che fu fatto erigere dall’imperatore Diocleziano nel I sec. A.C., allorché una consistente comunità egizia si stabilì tra Napoli e la stessa Benevento ( gli egizi erano famosi per come lavoravano il legno ed esportarono a Napoli questa tecnica che, nei secoli, venne utilizzata per costruire molte tra le Chiese monumentali della Capitale delle Due Sicilie).IMG-20160212-WA0069IMG-20160212-WA0101

 

Tale circostanza fa sì che Benevento sia un unicum fuori dell’Egitto, essendo il centro occidentale  con maggiore concentrazione di oggetti egizi originali.

Sempre lungo il corso ci sono due edifici molto importanti:  il cinquecentesco palazzo di Paolo V – che è stato sede del Municipio e del Tribunale, e la Rocca dei Rettori

 

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Quest’ultima, in realtà, è un castello che si trova nel punto più importante della città ed stato sede dei Rettori, cioè dei governatori per conto del Papa

Poi c’è la deliziosa Chiesa di Santa Sofia, Chiesa longobarda dell’VIII sec. d.c.  caratterizzata da una circonferenza di diametro di soli 23,5 m. e da una pianta molto originale: al centro realizza un esagono a sua volta circondato da un anello decagonale con otto pilastri.  Alla chiesa è collegato un monastero con  un bel chiostro

 

Il campanile, invece,  risale al XVIII sec. d.c. e se ne sta un po’ in disparte quasi in funzione militare.IMG-20160212-WA0066

Non distante si nota poi l’ottocentesco teatro comunale progettato dall’architetto napoletano Francesconi e il palazzo della Banca d’Italia

 

Della stessa epoca  è poi il palazzo del governo, sede della prefettura che si affaccia, da una parte su una statua di Traiano e la rocca dei Rettori, dall’altra sul palazzo della Camera di Commercio di epoca fascista. IMG-20160212-WA0124

 

Quest’ultimo è stato realizzato in soli tre anni su progetto dell’Ingegner Giovanni Boccaccino assieme all’Architetto Mario Gioia. La facciata in marmi bianchi e mattoni ispirata all’architettura romanica, si connota per la presenza di bifore e trifore e un cornicione di ceramiche decorato con i simboli dei mestieri. Si tratta di un “piccolo palazzo Venezia” dalla forma a L che si sviluppa su tre piani. E’ davvero molto bello.

 

Una volta lasciato il centro, si può poi passeggiare lungo il ponte Leproso, ponte romano che si trova lungo la via Appia, e andare al teatro romano, in cui è tuttora integra parte della scena..IMG-20160212-WA0115

 

In sintesi Benevento non è una città d’arte.Chi visita la Campania per la prima o per la seconda volta ( ma anche per la terza!) è legittimato ad andare in posti dotati di maggiore attrattiva. Ciò nonostante ritengo che sia una cittadina molto carina che meriti una mezza giornata e chi voglia organizzare una gita nel Sannio non possa non fruire del suo capoluogo come base di partenza.

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17 risposte a “Benevento in un giorno. Tra Roma, romanico ed edilizia fascista – Un tour del Sannio

    • Fai bene a focalizzare le tue attenzioni su località dotate di maggiore attrattiva. Da travel blogger trovo tuttavia che sia doveroso segnalare realtà inedite.Fammi sapere se posso esserti utile. Un saluto.i

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  1. Pingback: Visita a Viterbo e a Civita di Bagnoregio – Alla scoperta della Tuscia. | Narrabondo·

  2. Sbaglia a dire che Benevento non è una città d’arte.
    E’ giusto se dice che rispetto alle altre città d’arte è poco valorizzata, con un marketing pubblicitario inesistente.
    Le sue brevi spiegazioni, anche imprecise, dimostrano quanto ricca e quanto bella sia Benevento.
    Benevento è citta d’arte, proprio perchè è costituita per più del 50 % di arte, di monumenti, di bellezze storico artistiche, di paesaggi particolari, circondata dalle bellissime colline del Fortore, dagli appennini, da due fiumi, da valli e dalla catena montuosa che noi chiamiamo ” Dormiente del Sannio”.
    Dante cita Benevento nel canto III del Purgatorio dedicato a Manfredi di Svevia.
    Un ritorno a Benevento, con più attenzione non può che farle cambiare idea.
    La Campania non è solo Capri, che ritengo essere un’isola meravigliosa.

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    • E’ mio desiderio tornare nel Sannio al più presto e comprendo perfettamente il suo campanilismo, ma lei – che per giunta è uno studente di archeologia alla Federico II- dovrebbe sapere perfettamente cosa si intende per città d’arte.
      In questo blog si tenta, nei limiti del possibile, di scrivere con onestà e per qualsiasi visitatore la visita a BN richiede non più di un giorno.
      Nondimeno mi sembra di aver dato ampio respiro alla rilevanza storica della città senza essere eccessivamente pedante ( questo è un blog di viaggi e non si fa analisi storica).
      Se poi può spiegarmi quali siano state le mie imprecisioni, sarò lieto di correggere seguendo le sue indicazioni.

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  3. benevento non è città d’arte?????volendo sorvolare su quanto da Lei esposto su santa Sofia ( è “solo “patrimonio UNESCO) … devo osservare che si è ben poco documentato a monte. Benevento ospita l’hortus conclusus , giardino interamente concepito da MIMMO PALLADINO padre della transavanguardia italiana!…scusate se è poco….ha inoltre omesso un altro simbolo della città: il teatro romano , ben conservato che sovente ospita rappresentazioni …e tanto (ma tanto) altro ancora…« L’ossa del corpo mio sarieno ancora
    In co del ponte, presso a Benevento,
    Sotto la guardia della grave mora”…chissà chi scrisse questi versi …chissà se benevento non è una città d’arte…di certo è una città storica…e dove c’è storia c’è arte…buono studio. PS a tutti i viaggiatori…se venite in campania anche per la 5a 6a o anche 7a volta andate ovunque Napoli, reggia di Caserta, costiera, ma non venite a BN…ci piace sguazzare in solitudine nella NOSTRA citta storica…sconosciuta ai più!

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    • C’era tanto bisogno di palesare così il suo complesso di inferiorità?
      Che problemi ha? Ha mai viaggiato per il mondo? Ha mai visto le grandi città d’arte? Pensa che abbia più attrattiva Pompei o Bn? Ha letto cosa ho scritto sulla sua città? Veda che il mio taglio su Benevento era molto positivo.
      Anzi, se fosse meno fanatico, magari si renderebbe conto che ho scritto proprio di quelle cose che lei mi imputa di aver ignorato.
      Si sfoghi pure, per carità, ma cui prodest? Non ci fa una bella figura.

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