Quando i re magi arrivano a Siviglia – Tour classico dell’Andalusia, cap. 6

LA SFILATA DELL’EPIFANIA.

Quando i Re Magi arrivano a Siviglia, in città succedono cose strane.

Le strade diventano di caramello,

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i cammelli sorridono con tutti i denti,

i balconi tremano

 

e i beduini iniziano a correre cantando inni “a los Reyes, a los Reyes, olè olè olèè”

 

No, non ho le traveggole.

Almeno non credo.

E’ che io certe cose le viste veramente.

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Stavo appena tornando dal barrio de Triana, quando ho visto passare un corteo con centinaia di carri allegorici e migliaia di figuranti che distribuivano milioni di caramelle a tutti gli astanti.

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Ora io ci ho provato per un po’ a tener un minimo di dignità, fino a quando – preso dall’entusiasmo – ho iniziato a fregare tutte le caramelle ai bambini sfruttando la mia altezza e la busta che tenevo in mano. Risultato?  La combriccola ha racimolato 7-8 kg di caramelle e io non faccio altro che mangiarne attirandomi ogni sorta di improperio.
Siviglia è l’unica città  andalusa che conoscevo già prima di questo viaggio e devo ammettere che non mi dispiace esservi potuto tornare.  Mi ha consentito di approfondire una conoscenza che era rimasta superficiale.

EL PARASOL O LAS SETAS

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Ho rivisto il Parasol (stavolta illuminato),  la Cattedrale con la Giralda,  la Casa Comunale, Triana, la piazza di Spagna,  ma soprattutto ho visitato per la prima volta la Chiesa del Salvador, la Torre de Oro, l’Archivio delle Indie e la Casa de Pilatos.

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LA CASA DE PILATOS

Quest’ultimo, più in particolare,  è  la cosa più bella che è possibile vedere a Siviglia, proprio perché costituisce un mix unico tra stile rinascimentale italiano, stile arabo mudjar e stile neoclassico.  Si chiama Casa de Pilatos perché il Marchese De Ribera, al suo ritorno dalla Terra Santa, , si accorse  che la distanza tra la sua abitazione e una chiesa collocata fuori dalle mura, conosciuta come la Croce del campo, era uguale a quella tra le rovine della residenza di Ponzio Pilato e il Calvario. Cosicché decise  di stabilire le 14 stazioni della via Crucis con partenza proprio da casa sua ( id est: la stazione della casa di Pilato).20160105_122824

 

Inoltre a questo edificio è legato anche un pezzo della storia di Napoli: il De Ribera fu, infatti, anche viceré del Regno delle Due Sicilie e colse la palla al balzo per trasferire da  Napoli a casa sua le statue che oggi adornano il patio centrale.

Vieppiù: al primo piano del palazzo sono esposti dei quadri di Luca Giordano, Giuseppe Recco e altri artisti napoletani che rappresentano il palazzo reale di Napoli, il Castel dell’Ovo e la penisola sorrentina.

Ciò detto, ho preferito non tornare all’Alcazar ( di cui ho  ancora un vivo ricordo) e alla plaza de Toros ( di cui ne conosco a bizzeffe) per esplorare monumenti meno battuti di Siviglia.

L’ARCHIVIO DELLE INDIE

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Il primo è stato l’Archivio delle Indie, che si trova proprio al lato della Cattedrale  e che si caratterizza per un elegante scalone all’ingresso ( tra l’altro gratuito!). Qui, oltre a modellini e varie raffigurazioni, è possibile vedere alcuni oggetti dell’epoca coloniale. Ad esempio la lana importata da Lima a fine ‘700. La visita è breve e per nulla pesante: a me è piaciuta.

LA TORRE DE ORO.

Dopodiché, sempre gratuitamente ( il lunedì fino alle 19), sono andato a visitare la Torre de Oro, notando che al primo piano ci sono diverse raffigurazione e alcuni modellini di nave.

LA PIAZZA DI SPAGNA

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Di contro non ho fatto in tempo a visitare la Cassa de la Condesa Lebrija ( e ne vale la pena!), che mi riserverò per il futuro, andando però a fare un bel giro alla piazza di Spagna, finta quanto volete, ma tremendamente affascinante.

LA CASA DE LA GUITARRA.

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A ciò occorre, infine, aggiungere che mi sono altresì regalato uno spettacolo di flamenco alla Casa de la Guitarra. Alcuni l’hanno trovato noioso, a me invece è piaciuto un sacco. Non solo perché il tipo alla chitarra faceva delle espressioni spastiche con la faccia alternando sorrisi giulivi ad una sofferenza estrema, né perché la ballerina sembrava talmente adirata da poterti tirare una sedia da un momento all’altro e tantomeno perché il cantante malcelava un dolore di pancia, ma perché tutti e tre assieme erano armoniosi e coinvolgenti.

Insomma, veramente bravi, anche se li ho sfottuti un po’ (ma solo un po’)

Ecco, questo è stato i mio ritorno a Siviglia.

Voto 7,5

p.s. Ah sì,  quasi dimenticavo, Sevilla tiene un color especial.

Sparatevela anche voi guardando il mio video:

1- Capodanno a Malaga, cap. 1 – tour classico dell’Andalusia

2- Nerja, il mare d’inverno – cap. 2 – tour classico dell’Andalusia

3- A Granada per la festa della Toma – cap. 3, tour classico dell’Andalusia

4- Quella strana città che è Cordoba – cap. 4, tour classico dell’Andalusia

5- Gita a Ecija e Carmona – cap. 5, tour classico dell’Andalusia

6- Quando i re magi arrivano a Siviglia – cap. 6, tour classico dell’Andalusia

7- Vino, cavalli e golf. Bienvenidos a Jerez de la Frontera – cap. 7, tour classico dell’Andalusia

8- I paesi più belli della ruta de los pueblos blancos – cap.8, tour classico dell’Andalusia

9- Ronda e quel ponte che toglie il fiato – cap. 9, tour classico dell’Andalusia

10- Gibilterra, caccia di scimmiette – cap. 10, tour classico dell’Andalusia

11- Tour classico dell’Andalusia, Marbella, cap. 11

DORMIRE

1- Hotel Guadalmelina a Malaga

2- Hotel Astoria a Malaga

3- Hotel Acera del Darro a Granada

4- Hotel Macia Alfaros a Cordoba

5- Hotel don Paco a Siviglia

6- Hotel Dona Blanca – Jerez de la Frontera

7- Hotel El Poeta de Ronda

8- Hotel San Cristobal a Marbella

MANGIARE

1- Ristorante Tragatapas a Ronda

2- Ristorante Casa Pepe a la Juderia – Cordoba

3- Ristoranti a Siviglia: las Ovejas Negras e Casa Morales

4- Ristorante la Meson del Asador a Jerez de la Frontera

5- Ristorante Los Manueles a Granada

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Una risposta a “Quando i re magi arrivano a Siviglia – Tour classico dell’Andalusia, cap. 6

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