A Granada per la festa della Toma – Tour classico dell’Andalusia – cap. 3

 

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« La mia vita è stata soltanto un lungo viaggio. »

CARLO V

Molte delle persone che mi conoscono hanno sempre detto che non si può stilare una classifica sulle città più belle della Spagna senza essere mai stati a Granada. Per questo motivo è con  molteplici aspettative che, appena arrivato, inizio a conoscerla a piedi, ovvero come piace a me.

Tanto più che Granada mi si presenta da subito in modo inusuale, grazie ai mercatini di Natale che connotano le vie e le piazze attorno alla Cattedrale, ai presepi realizzati in ogni quartiere, nonché ad addobbi sobri quanto eleganti.

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E, invero, dopo cena, non rinuncio nemmeno ad andare ai piedi della Alhambra per vedere che effetto fa di notte.

Ebbene, nello scendere dal vialone che riporta dall’Alhambra al centro, io  – e non solo io – rimango stupito notando che al primo piano di un palazzo tre ragazzi stanno ballando la tarantella.20160102_114913

Preso dall’entusiasmo, io – e non solo io – decido di accompagnare quel ballo battendo le mani a tempo di musica, ricavandone un invito a salire a casa da parte di quei tre ragazzi brilli quanto goliardici: erasmus, quant’è bello essere erasmus!

Sennonché l’idillio viene subito interrotto da una voce proveniente da un altro edificio: “la gente lavora. Se non fate silenzio, chiamo subito la polizia”.

E così io – e non solo io – me la do subito a gambe, notando che quei tre ragazzi, ormai scesi in strada per rinnovare l’invito da vicino, stanno invitando a salire un altro paio di sconosciuti lì di passaggio. E’ così che nascono le feste in Spagna!

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La giornata successiva, tuttavia, risulta sicuramente più complicata:

il 2 gennaio  si celebra la “toma”, ovvero la presa della città da parte dei “re Cattolici” Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia che il 2 gennaio 1492 entrarono ufficialmente nel palazzo dell’Alhambra ponendo finalmente fine al dominio moresco.

Al riguardo posso solo osservare che essere re di Spagna nel 1492 deve essere stato particolarmente entusiasmante.

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Sennonché va anche osservato che visitare Granada proprio nel giorno della toma non è per nulla facile: tutti i monumenti hanno  un orario di visita particolarmente ridotto e così si finisce per correre senza apprezzarli pienamente.

La mia corsa, più in particolare, inizia dal monastero di San Geronimo con il suo chiostro e dal caratteristico quartiere arabo dell’Albaicin.

Dopodiché si prosegue all’Alhambra, dove ho l’ingresso prenotato per le 14 ( in un viaggio di piacere in Andalusia è l’unica cosa da prenotare prima, visto che ha ingressi limitati e i tour operators li fanno sparire subito con mesi di anticipo).

Subito dopo aver varcato i cancelli,  accedo al vialone alberato dell’Alameda, dopodiché arrivo  all’alcazaba, di cui rimangono 8 torri delle 24 originarie.

20160102_142530Visito velocemente il palazzo di Carlo V, il cui patio circolare, non so perché, mi ricorda tanto il castello di Praga e, finalmente, ho accesso all’’Alcazar ( noto anche come palazzo Nazariès), dove ammiro l’architettura e le decorazioni arabe apprezzandone la sobria eleganza. Nel corso della visita, mi diverto anche a farmi fotografare di nascosto con un tizio con un cappello indiano, che viene ribattezzato Alì, tentando di non farmi sorprendere: cretinismo uber alles!

Infine, posso finalmente visitare  il Generalife, ovvero i giardini dell’Architetto. Nel corso della visita, devo dirlo, assisto anche ad un episodio spiacevole. In una Chiesa, un tizio di non so quale paese “si diverte” a farsi fotografare mimando Gesù in croce. Blasfemia pura alla quale sinceramente non resisto invitando il tizio a farla finita. Sinceramente non so propria da dove esca fuori certa gentaglia!

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Ciò premesso, è arrivato il momento di scappare e di tornare in centro per andare a visitare la Cattedrale e la cappella reale, in cui sono sepolti i citati Re Cattolici.

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Quest’ultima, più in particolare, si caratterizza per uno stile quasi germanico tradendo subito la circostanza che a volerla sia stato Carlo V ( che era crucco!).20160102_135430.jpg

 

Granada, a dirla tutta, mi ha un po’ deluso.
Mi aspettavo di vedere la meraviglia tra le meraviglie, invece trovo che si possa sopravvivere anche senza averla visitata. Forse dipende dalla circostanza che mi aspettavo troppo, ma è anche vero che per me città della Spagna come Salamanca, Segovia, Toledo, Saragozza, Barcellona, Leon, Burgos, Santiago o Valencia sono molto più belle. Ne cito solo 9, ma solo per riservarmi eventualmente la possibilità di inserire in futuro Granada nella lista delle 10 città più belle della Spagna.

Per il resto, prima di andarmene, la città mi regala un’altra chicca mentre rimango imbottigliato nel traffico: un vigile ridicolo, che si muove sembrando come una balleria, finisce per litigare veementemente con altri automobilisti dopo aver bloccato  il traffico. Tutto il mondo è paese!

Granada: voto 7

1- Capodanno a Malaga, cap. 1 – tour classico dell’Andalusia

2- Nerja, il mare d’inverno – cap. 2 – tour classico dell’Andalusia

3- A Granada per la festa della Toma – cap. 3, tour classico dell’Andalusia

4- Quella strana città che è Cordoba – cap. 4, tour classico dell’Andalusia

5- Gita a Ecija e Carmona – cap. 5, tour classico dell’Andalusia

6- Quando i re magi arrivano a Siviglia – cap. 6, tour classico dell’Andalusia

7- Vino, cavalli e golf. Bienvenidos a Jerez de la Frontera – cap. 7, tour classico dell’Andalusia

8- I paesi più belli della ruta de los pueblos blancos – cap.8, tour classico dell’Andalusia

9- Ronda e quel ponte che toglie il fiato – cap. 9, tour classico dell’Andalusia

10- Gibilterra, caccia di scimmiette – cap. 10, tour classico dell’Andalusia

11- Tour classico dell’Andalusia, Marbella, cap. 11

DORMIRE

1- Hotel Guadalmelina a Malaga

2- Hotel Astoria a Malaga

3- Hotel Acera del Darro a Granada

4- Hotel Macia Alfaros a Cordoba

5- Hotel don Paco a Siviglia

6- Hotel Dona Blanca – Jerez de la Frontera

7- Hotel El Poeta de Ronda

8- Hotel San Cristobal a Marbella

MANGIARE

1- Ristorante Tragatapas a Ronda

2- Ristorante Casa Pepe a la Juderia – Cordoba

3- Ristoranti a Siviglia: las Ovejas Negras e Casa Morales

4- Ristorante la Meson del Asador a Jerez de la Frontera

5- Ristorante Los Manueles a Granada

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9 risposte a “A Granada per la festa della Toma – Tour classico dell’Andalusia – cap. 3

  1. Mio caro Narrabondo, ci tengo a dirti che amo i tuoi post, fin da quando ti ho scoperto, fortunatamente. Mi permetti di viaggiare, almeno con la mente. Però…eh si…c’è un però; l’avviso dei tuoi post tramite le mail, finiscono come spam. Whyyyyyy? non mi importa molto, ma volevo lo sapessi. Un abbraccio….e a presto

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    • CIAO GIRLFRIZZ. 😛
      Ti ringrazio davvero tanto, i tuoi commenti mi rendono sempre felice.
      Per il resto sappi che non ho la minima idea del perché finisco nello spam. La tua casella intelligente mi frega sempre 😛
      Un abbraccio forte a te!

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  2. Granada è una città che devo assolutamente vedere. O prima o poi farò un tour in Andalusia ed i tuoi post non possono far altro che aiutarmi.
    Domandona: Sono finiti nella mia spam 2 nomination nei miei confronti. Prima di aprirle o toccarle vorrei sapere se me le hai inoltrate veramente. Grazie mille a presto 🙂

    Liked by 1 persona

    • Ciao Bea!
      Ebbene sì, i messaggi sono miei ( anche se pensavo di averne lasciato solo uno).
      L’Andalusia, come ho scritto e come leggerai nei prossimi giorni, mi ha colpito più per i suoi piccoli borghi che per le 3 città tanto celebrate.
      Vale sicuramente la pena andarci.

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