LETTERA DI UN AVVOCATO A BABBO NATALE

Caro Babbo Natale,
ti scrivo in nome e per conto di nessun altro se non di me medesimo per significarti quanto segue.
Come a te già noto, quest’anno non sono stato per nulla buono e spesso ho perso la pazienza compiendo anche azioni di cui mi pento.
Ciò nonostante ci tengo altresì precisare che la responsabilità per le predette azioni non è imputabile in via esclusiva allo scrivente, ma ad un concorso di cause che, come minimo, configurano una responsabilità solidale ex art. 2055 cod. civ.
Invero, quasi sempre le mie arrabbiature sono scaturite da file chilometriche in Tribunale, nonché dall’ignoranza di gente che la laurea l’ha acquistata al supermercato, dai costi delle cause in perenne aumento, da fascicoli perduti e riforme legislative che definire demenziali è puramente eufemistico.
Mediazione e negoziazione per me rimangono sinonimi di minzione, mentre il processo telematico – che fa perdere solo tempo e ha trasformato migliaia di giuristi in tecnici informatici ( sic!) – mi ricorda sotto diversi profili la corazzata potemkin.
Per questi motivi, caro Babbo Natale,
ti chiedo solo di donare un cervello al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, un po’ di dignità alla classe forense e a me un fegato nuovo.
Tanto premesso, nel prometterti che – se mi porterai i suindicati regali senza ritardo alcuno – non provvederò a costituirti in mora, colgo l’occasione per porgerti i miei più distinti saluti.
Con salvezza di ogni diritto ed azione.
Me medesimo.

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11 risposte a “LETTERA DI UN AVVOCATO A BABBO NATALE

  1. Mio carò Narrabondo…colgo l’occasione per augurarti un buon Natale. Per il fegato nuovo, penso che ci vorrà un trapianto. Specialmente se aspetti delle riguardevoli novità sul fronte politica. Preferisco credere che Babbo Natale esiste, è sicuramente più plausibile. Un abbraccio.

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  2. Penso che sia veramente difficile restituire dignità alla ns professione, non c’è dignità dove non c’è rispetto per i colleghi, né per i clienti il più delle volte. Non ci può essere dignità quando una riforma in nome della garanzia e della giustizia ha spazzato via competenti che avevano esigenza di ausilio dalla cassa e dal consiglio e ha lasciato figli incompetenti che non sanno distinguere un indagato da un imputato con le relative conseguenze se non perché qualcuno gli ricorda a Studio questo particolare !!!!
    Scusa la parentesi auguri e grazie della visita di ieri 😉

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