Il senso del cammino – 4a tappa – Pedrouzo – Santiago, 18 km ( diario del caminito francese 2015, cap. 5)

E’ una tapa vera. Breve, ma vera. Vogliamo arrivare alle 10, per questo lasciamo Pedrouzo quattro ore prima facendoci luce,  in mezzo al fogliame caduto dagli alberi, con il display del cellulare. Qualcuno su un muro anonimo ha scritto in inglese la seguente frase:  “l’unica strada per Dio è attraverso Gesù. Fai questo cammino”.

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Più in basso qualcuno che non rispetta né la storia, né le idee altrui ci ha, tuttavia, tenuto ad aggiungere che sul cammino ci si sono anche degli atei.

Ecco, al riguardo vorrei tanto capire per quale motivo quest’ultimo abbia voluto insozzare un bel concetto per scrivere una tale scemenza: è vero, ci sono anche delle persone che il cammino lo fanno per sport, per trekking o per fare delle vacanze a basso costo, ma è anche vero che il cammino di San Giacomo si chiama così perché ha come meta la cattedrale con la tomba dell’Apostolo di Gesù che evangelizzò la Spagna e per questo chi fa il cammino per fede ha il diritto di scrivere una bella frase senza che il primo imbecille di turno invochi il diritto al contraddittorio. Io stesso quest’anno ho fatto il caminito da Sarria per motivi superficiali, cioè perché avevo bisogno di tornare nell’unico posto che ultimamente mi fa stare bene, ma non ho dimenticato qual è la finalità di tutto. Ieri l’hospitalera di Pedrouzo, adirata con i boy scouts che facevano chiasso, si lamentava del fatto che il cammino degli ultimi 100 km sia diventato una grande gita scolastica. Io l’ho negato, ma in cuor mio penso che in parte abbia ragione.

Il mio pensiero, tuttavia, viene smentito non appena mi trovo a camminare assieme ad una ragazza coreana che mi dice di essere qui per fede. I coreani sul cammino sono, infatti, tantissimi e sempre hanno suscitato la mia simpatia: trovo incredibile che attraversino mezzo mondo per venire a fare il cammino di Santiago.

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Finalmente arriviamo al monte de Gozo, dove mi fermo davanti al monumento che rappresenta l’infinito con sopra la Croce e con un ricordo sia di Giovanni Paolo II, il Santo che quasi quaranta anni fa ebbe il coraggio di riscoprire un pellegrinaggio andato quasi in decadenza, che di Francesco d’Assisi.

Manca, ormai, pochissimo alla meta e, nell’attesa, mi diverto a prendere in giro Pilar che non sa a quale angolo si troverà davanti la Cattedrale. Un prete di Zaragoza che vive a Roma, intanto, mi dimostra di conoscere i percorsi di trekking in Campania meglio di me e mi dà l’ennesima conferma della circostanza che nulla è scontato in questa vita.

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Superata, infine,  la plaza de Cervantes e il Seminario mayor, ci siamo quindi ritrovati in piazza Obradoiro.

E ai voja a dire che sono passato di qui centinaia di volte negli ultimi cinque anni, che è il mio quarto cammino, che questo qui è durato solo quattro giorni e che cinque giorni fa ero in questo medesimo punto.

La verità è che questa piazza e questa Cattedrale mi fanno comunque tremare le gambe.

Emozionato, quindi, mi butto a terra e mi godo la meta come se fosse la prima volta.

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Cos’è?
Felicità?

Adrenalina?

O forse magia?

Non lo  so.

Fatto sta che, dopo aver ritirato la compostela, perdiamo la messa del pellegrino: prima non ci fanno entrare con lo zaino in Cattedrale,  poi ci ritroviamo a fare i conti con una fila chilometrica che non dà alcuna precedenza ai pellegrini.

Infine viene fuori che all’ufficio postale non trovano il pacco  inviato da Pilar tramite corriere e ci impiegano più di un’ora per scovarlo.

L’unica cosa da fare è, quindi, correre alla stazione degli autobus e salutare Pilar, visto che deve correre all’aeroporto per andare a Londra.

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Io, invece, ho appuntamento con Cesar e Lourdes per un ultimo saluto.

Per questo motivo chiedo ad una signora quale sia la strada più breve per andare al seminario minore, dove devo andare per recuperare la valigia lasciata cinque giorni prima.

La signora però  dopo una breve spiegazione, mi offre un passaggio con la macchina su cui stava per salire.

Che fare?
Altrove probabilmente avrei rifiutato, a Santiago invece tutto appare diverso.

Così accetto e scopro che questa signora è una professoressa di diritto della navigazione alla università di Santiago, che è originaria di Madrid e che, pur non avendo mai fatto il cammino, è una persona di profonda fede.

Parliamo a lungo, anche una volta arrivati a destinazione, e mi sprona a non lasciarmi andare per via di uno stato canaglia qual è l’italia.

In pochi minuti è riuscita a capire tutto.

La magia di Santiago è anche questa.

Con Lourdes e Cesar, invece, ci limitiamo a convenevoli in un bar qualunque di una via qualunque. Come se ci vedessimo abitualmente.

In fondo è giusto così ed è bello far parte, sotto un certo profilo, della quotidianità di persone che invece non potrò mai frequentare.

In serata mi accompagnano anche all’aeroporto, ma qui succede l’incredibile: Pilar ha perso l’aereo per Londra e non sa che fare. Sostiene che dormirà qui in attesa di un nuovo aereo: ormai è diventata una vera pellegrina.

E’, tuttavia, con qualche scrupolo di coscienza che devo lasciarla al suo destino: Madrid ( e non solo) mi aspetta!

——————

 

Anche se ho percorso tutti i cammini,

attraversato montagne e valli
da Oriente fino a Occidente,
se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,
non sono arrivato da nessuna parte;

Anche se ho condiviso tutti i miei beni
con popoli di un’altra lingua e cultura,
fatto amicizia con pellegrini di mille sentieri
e condiviso rifugi con santi e principi,
se domani non sono capace di perdonare il mio vicino,
non sono arrivato da nessuna parte;

Anche se ho portato il mio zaino dall’inizio alla fine
e ho aspettato ogni pellegrino bisognoso di incoraggiamento
e ceduto il mio letto a chi è arrivato dopo
e regalato la mia bottiglietta d’acqua in cambio di nulla,
se di ritorno a casa e al mio lavoro non sono capace di creare
fraternità e di determinare allegria, pace e unità
non sono arrivato da nessuna parte;

Anche se ho avuto acqua e cibo ogni giorno
fruendo di un tetto e di una doccia tutte le notti
e ho ben curato le mie ferite,
se non ho scoperto in tutto questo l’amore di Dio
non sono arrivato da nessuna parte

Anche se ho visto tutti i monumenti e contemplato il miglior posto al sole
Anche se ho imparato un saluto in ciascuna lingua
o provato l’acqua limpida di tutte le fonti
se non ho scoperto chi è l’autore di tanta bellezza gratuita e di tanta pace
non sono arrivato da nessuna parte;

Se a partire da oggi non continuo a camminare nei tuoi cammini, ricercando e vivendo secondo l’insegnamento;
se a partire da oggi non vedo in ogni persona, amico e nemico, un compagno di cammino;
se a partire da oggi non riconosco Dio, il Dio di Gesù di Nazareth, non sono arrivato da nessuna parte.

———————————————————

Aunque hubiera recorrido todos los caminos,
cruzado montañas y valles
desde Oriente hasta Occidente,
si no he descubierto la libertad de ser yo mismo
no he llegado a ningún sitio.
Aunque hubiera compartido todos mis bienes
con gentes de otro lengua y cultura,
hecho amistad con peregrinos de mil senderos
o compartido albergue con santos y príncipes,
si no soy capaz de perdonar mañana a mi vecino,
no he llegado a ningún sitio.

Aunque hubiera cargado mi mochila de principio a fin
y esperado por cada peregrino necesitado de ánimo,
o cedido mi cama a quien llegó después,
y regalado mi botellín de agua a cambio de nada,
si de regreso a mi casa y mi trabajo no soy capaz
de crear fraternidad y poner alegría, paz y unidad,
no he llegado a ningún sitio.

Aunque hubiera tenido comida y agua cada día,
y disfrutado de techo y ducha todas las noches,
o hubiera sido bien atendido de mis heridas,
si no he descubierto en todo ello el amor de Dios,
no he llegado a ningún sitio.
Aunque hubiera visto todos los monumentos
y contemplado las mejores puestas de sol;

Aunque hubiera aprendido un saludo en cada idioma,
o probado el agua limpia de todas las fuentes,
si no he descubierto quién es autor
de tanta belleza gratuita y de tanta paz
no he llegado a ningún sitio.

Si a partir de hoy no sigo caminando en tus caminos,
buscando y viviendo según lo aprendido;
Si a partir de hoy no veo en cada persona,
amigo y enemigo, un compañero de camino;
Si a partir de hoy no reconozco a Dios,
el Dios de Jesús de Nazaret,
como el único Dios de mi vida,
no he llegado a ningún sitio

Matrimonio a Santiago de Compostela

Sarria – Portomarin – tappa 1

Portomarin – Melide – tappa n. 2

Melide – O Pedrouzo – tappa n. 3

Pedrouzo – Santiago , tappa 4

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4 risposte a “Il senso del cammino – 4a tappa – Pedrouzo – Santiago, 18 km ( diario del caminito francese 2015, cap. 5)

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