Gita in Costa Blanca ( viaggio nella comunità valenciana, capitolo 9)

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All’isolotto di Tabarca sinceramente non andrò mai: non ne vale la pena.

Allo stesso modo non sarei mai andato a visitare Santa Pola se non mi ci avessero accompagnato in macchina: troppo banale.

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E, invero, per apprezzare realmente la Costa Blanca bisogna muoversi in tutt’altra direzione e possibilmente avere la macchina a disposizione  per andare lì dove i mezzi pubblici non arrivano.

Benidorm, infatti, è solo una Mecca artificiale costruita ad uso e consumo dell’utenza anglofona che vuole giocare a bowling sopra la spiaggia. Invece, se si vuole andare un po’ oltre, sarà possibile conoscere un tratto di costa più raffinato non ancora vandalizzato dal turismo di massa tipicamente “guiri”.

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Ad Altea, per esempio, bisogna andarci al tramonto, quando la giornata di mare è appena finita e si ha ancora l’energia per salire le scale che portano al casco antiguo e alle casette tutte bianche interrotte solamente dall’blu tipicamente valenciano della Chiesa di Nuestra Señora del Consuelo.

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Di contro Calpe bisogna viverla di giorno per scoprire una delle tante calette e, soprattutto, per fare una passeggiata fino al famoso  Peñon de ifach.

A Calpe, infatti, inizia il tratto di costa più roccioso della Costa Blanca e probabilmente quello più bello che ha in Javea il suo climax.

Qui, più in particolare, c’è la famosa spiaggia della Granadella, una insenatura bellissima in cui trascorro la mia domenica assieme all’amico David.

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Effettivamente la Costa Blanca ha una doppia faccia: fino a Benidorm è un’enorme parco giochi cementificato, mentre proseguendo in direzione di Valencia é connotata da villini eleganti e spiagge bellissime: per visitarla come si deve ci vorrebbe una barca!

Miguel è dello stesso avviso, anche se tutti questi posti – che ha a due passi – non li ha mai visti. Ciò nonostante, nel venirmi a salutare, si offre  di accompagnarmi all’aeroporto.

Significa che la mia avventura ad Alicante è ufficialmente finita,

ma stavolta non è un addio.

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3 risposte a “Gita in Costa Blanca ( viaggio nella comunità valenciana, capitolo 9)

  1. Pingback: Dove mangiare ad Alicante a colpo sicuro: Casa Dimas, Sento , El Foc, la cave à fromage | Narrabondo·

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