Las Hogueras de San Juan. Perché “me encanta” #Alicante” ( viaggio in comunità valenciana 2015, capitolo 5 )

20150623_185950 La calle San Francisco oramai è nota come calle de las setas, cioè dei funghi, per via di simpatiche installazioni che rendono fantastica la passeggiata. Solo da queste parti potevano inventarsi qualcosa del genere. Così come  solo da queste parti potevano creare l’angolo del poeta: un muro su cui ciascuno può scrivere le sue strofe. Io, nel mio piccolo,  ho voluto lasciare il mio contributo:

“Alicante no es un parada y un dia llegarà la madrugada Està escrito en tu destino que pronto acabarà el camino”

Per carità, nulla di particolare, ma ho trovato doveroso lasciare un pensiero ad una città che sa cambiarmi il bioritmo come nessun’altra. Ora la moda del momento è “il tardeo”: non solo –  tra un locale e l’altro – si tira fino all’alba, ma addirittura si inizia ad uscire nel pomeriggio. Tanto è vero che io, mentre ne vado  allegramente al mare,  posso osservare le vie della movida già strapiene di persone vestite a modo e in coda per entrare nelle innumerevoli discoteche della città per dare sfogo, già in strada, alla loro vis ballerina. 20150623_200909 Alicante è una città che ha il ritmo nel sangue e per questo  fa ballare tutti, persino un elefante come me. Qui, dopo tre anni, sono cambiate tantissime cose, ma non la voglia di divertirsi:  il Desden   è stato sostituito da “El Mitico”, Il Directo  dal Buhdda, il cool37 da Havana e Polidoro – quello che faceva i  kebab più buoni del mondo – da Ali Cantara. Solo il Mulligans per fortuna non è cambiato, ma è rimasto senza il buttafuori sprovolato e, soprattutto, senza Jimmy, l’unico africano al mondo con gli occhi celesti. 20150622_142419 Con stupore ho altresì scoperto che in piazza Ruperto Chapi, esattamente di fronte all’edificio in cui abitavo io, è sorto il Bar Borbonico con tanto di stemmi delle Due Sicilie ed è un po’ come se qualcosa di me fosse rimasto ( anche se in realtà è arrivato dopo…).

20150622_115411 20150622_143518 Insomma, Alicante cambia e si rinnova continuamente dandoti l’impressione di ingurgitare ogni cosa di passaggio, eppure non dimentica nessuno e aspetta paziente chi le vuole bene. Ed è, quindi, per questo che sono emozionato nel passare qualche ora alla spiaggia di Postiguet per poi andare a vedere la plaza de Toros, eccezionalmente aperta a tutti, ricordando quando andai a vedere la “novellada”, l’unica corrida che abbia mai visto. 20150624_200342 Stasera c’è anche la sfilata. Tutti i gruppi vestiti in abiti tradizionali, tutte le bande e tutti i ballerini sfilano per la Rambla e poi sul lungomare: impressionante. Per quasi due ore migliaia – sottolineo: migliaia! – di figuranti della provincia di Alicante, ma  anche del resto della Spagna si esibiscono ballando, suonando, cantando e distribuendo regalini. Ci sono anche le comunità straniere ospiti della città: c’è il gruppo bulgaro che balla su un carro, ma ci sono soprattutto le sfilate dei carri di Ecuador, Brasile e Colombia che diffondono allegria tra mille colori e mille coreografie. 20150623_231511 David  ha noleggiato una tavolo all’aperto assieme ai suoi amici  in una delle tante “barracas” allestite per Las Hogueras,  ma i suoi amici sono tutt’altro che socievoli. Una di loro, Maria, mi considera un po’ come un alieno e mi chiama “spaghettiiiii!!!!”, perché – è chiaro – gli italiani mangiano spaghetti, i cinesi il riso, i tedeschi i wurstel. E vabbè, prendiamola a ridere. La serata ( recte: la nottata) prosegue alla Havana Castaños ballando e bevendo, poi – quando il sole è già rispuntato da un bel po’ – si torna a casa. Ecco, la festa di San Juan è tutta in questo pentagramma da leggersi, ovviamente, in chiave di Sol. Una festa continua di cinque giorni che ha il suo climax il 23 giugno.

Poi improvvisamente si spegne, anzi si accende: i carri vengono incendiati e la festa finisce.

Se ne parla l’anno prossimo.

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2 risposte a “Las Hogueras de San Juan. Perché “me encanta” #Alicante” ( viaggio in comunità valenciana 2015, capitolo 5 )

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