Finalmente #Alicante ( viaggio nella comunità valenciana 2015, capitolo 4)

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L’emozione per il ritorno a casa non è scalfita minimamente né dalla stanchezza, né dal chiasso che fanno alcuni ragazzi sull’autobus.

Tre anni fa avevo dato il mio (ultimo) addio malinconico alla città.

Invece ora eccomi di nuovo qui.

Di nuovo nella mia bella, bellissima Alicante con un senso di smarrimento misto alla voglia di riviverla.

Appena esco dalla stazione di arrivo, vengo persino accolto dai caratteristici petardi che, da queste parti, amano sparare a qualsiasi ora nel periodo delle feste comandate ed è  questo il modo migliore per capire dove ci si trova.

Persino le macchine di passaggio, che si dirigono tutte verso il centro,  mi  danno il loro benvenuto con l’altrettanto caratteristica musica a palla:

“ Oooohoooo, ohoooo!

Bailandooooo!  Bailandooo! Con esta melodia, tu color, tu fantasia…”

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L’hit parade del momento è questa ed è cantata, suonata e ballata praticamente ovunque.

David, intanto, mi accoglie con la sua classica espressione sorniona: “signore, come stai?”

Mi ricordo ancora quando mi augurava le “buoni notti” traducendo letteralmente il plurale buenasnoches nel più parsimonioso italiano, che invero di notti buone ne augura solo una.

Questo, assieme a tanti altri, sarà solo il primo dei tanti flashbacks che mi tormenteranno nel corso del soggiorno.

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Ma per ora non c’è tempo.

Non c’è tempo nemmeno per ricordare quel valigione rosso che, appena battezzato,  mi trascinavo a fatica per vie che ancora non conoscevo.

Ora  è tempo di vivere gli ultimi giorni de “las hogueras”.

David, infatti, ci tiene a farmi da Cicerone mostrandomi i carri più belli: “questo è stato fatto dal gruppo che ha vinto l’anno scorso, ma a me piace anche quest’altro.”

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Sono tutti pittoreschi, originali, carichi di ironia e satira pesante  contro il potere. Il mio preferito si intitola “EX-SPANA” ed è pieno di vignette salaci contro la corruzione e i politici che si salvano sempre grazie alla prescrizione.  Le trovo molto familiari.
Attorno ai carri , poi, ci sono “las baraccas”, dei tavoli noleggiati per una settimana da gruppi di amici che si ritrovano assieme per cenare e per fare baldoria.

David, però, a volte eccede nel suo ruolo di Cicerone e, dimenticandosi che ad Alicante siamo stati coinquilini, finisce pure per spiegarmi i nomi delle strade.

Eppure, amico mio, ti pare possibile che io mi sia scordato la  mitica calle Castaños?

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