Come visitare #Valencia gratis o quasi

arte

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Valencia è una città che nell’ultimo decennio ha cambiato completamente fisionomia: l’impianto di formula1, la Coppa America di vela e le intuizioni del discusso archistar  Santiago Calatrava hanno reso la terza città della Spagna una delle mete più ambite del turismo europeo.

Ciò nonostante il capoluogo dell’omonima comunidad valenciana, al contrario di altre mete  inflazionate come Barcelona, non è diventata una località cara e – grazie ad una intelligente politica turistica – permette di visitare gratuitamente la maggior parte delle sue bellezze.

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Ciò premesso, passiamo ai fatti.

Primo consiglio low cost un po’ pezzentello: per raggiungere il centro dall’aeroporto è meglio prendere l’autobus rispetto alla metropolitana: 1) si risparmiano 3 euro; 2) Si viaggia quasi sicuramente seduti e comunque più comodi; 3) Si attraversa il paese di Manises e sarà possibile acquistare una delle celeberrime ceramiche realizzate artigianalmente.

Secondo consiglio: dividiamo Valencia in tre macro-aree: 1) il centro antico; 2) la città delle arti e della scienza con il parco del Turia e il Bioparco.; 3. il lungomare con il porto turistico.

Ora partiamo dal primo punto precisando che Valencia ha una particolarità: il suo centro storico è lontano, lontanissimo dal mare. Un fatto quasi inspiegabile, ma comunque curioso. Qui comunque le cose da visitare non mancano.

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Io, più in particolare, ho un debole per la stazione del Nord la cui visita, ovviamente, è gratuita, che sorge proprio accanto alla plaza de Toros.

Dopo aver attraversato la strada, ci imbatteremo subito nella scenografica piazza del Comune. La casa comunale, tra l’altro, la mattina è accessibile anche ai turisti che, sempre gratuitamente, possono anche affacciarsi dal monumentale balcone che si impone sulla piazza.

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Non lontano c’è anche il Mercado Central, il classico mercato al coperto spagnolo operativo  solo la mattina e in cui è possibile acquistare di tutto. Di fronte, invece, c’è la Lonja de la Seda ( la Borsa della Seta) in cui, se si vuole risparmiare l’ingresso simbolico di due euro, si può andare la domenica, ovvero quando si entra gratis.

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La domenica è gratuita anche la visita al museo delle ceramiche di cui si può apprezzare il palazzo con gli stucchi, le carrozze, i dipinti di Ignacio Pinazo Carmalenc e ovviamente le ceramiche. La visita è piacevole e non dura più di mezzora1434879848023

Proseguendo, se la giornata non è ancora giunta a termine, si possono visitare le tre Chiese principali della città con altrettante  piazze  spettacolari: plaza Redonda, plaza de la Reina con la Cattedrale – in verità non bella – e il campanile del Micalet, la Chiesa di Santa Catalina e la plaza della Virgen con la cattedrale di Santa Maria, la Basilica della Vergine e il palazzo della Generalità.

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Abbandonato il centro storico dopo aver percorso la calle de los Iuristas y la calle de los Caballeros, si arriva infine davanti alle monumentali torri di Serranos  che segnano l’ingresso nel punto due della nostra ideale tripartizione della città.

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Qui infatti parte la lunga passeggiata lungo i giardini su cui una volta scorreva il fiume Turia ed è doveroso optare per una scelta: se risaliamo verso l’interno, potremo visitare il bioparco ( o zoo, che dir si voglia), altrimenti  arriveremo nella città delle arti e delle scienze.

Le distanze sono notevoli, quindi forse è meglio prendere la metropolitana o l’autobus.

Ad ogni modo il bioparco, che è spettacolare e permette di vivere da vicino animali che sembrano quasi liberi, spesso – soprattutto nei weekends e nei mesi estivi – è in promozione a 15 euro: li merita tutti!

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La città delle arti e delle scienze, invece, ha un impatto maggiore proprio per la particolare struttura degli edifici che assumono la forma del museo che ospitano: ad occhio, a pesce, a dinosauro. Anche qui le creazioni di Calatrava sono spesso scontate ed è possibile vedere film 3d e il museo della scienza con prezzi agevolati nei fine settimana. Allo stesso modo merita l’oceanografico, di cui sono eccezionali gli allestimenti e gli spettacoli con i delfini, anche se qui il biglietto è più caro.

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Ecco ora, se siamo stanchi di trotterellare in giro e di vedere cose, è tempo di affacciarci in zona tre e conoscere il mare di Valencia. La celeberrima playa de la Malvarosa non è, in fondo, tanto lontana dalla città delle arti e delle scienze. Il lungomare, ricco di installazioni artistiche  in verità non  bellissime, è pieno di locali e ristorantini. D’estate è qui, oltreché nel barrio del Carmen, che si sposta la movida.

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Insomma, con qualche accortezza ( un buon volo innanzitutto!) e senza troppe restrizioni, Valencia può essere visitata anche con un budgets inferiore ai 100 euro. Un motivo in più per andarci e riandarci.

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10 risposte a “Come visitare #Valencia gratis o quasi

    • Ciao Max. La risposta è sì per VALENCIA città, però dipende anche da quello che vuoi vedere: il Bioparco ti interessa? Della città della scienza quali edifici sceglieresti ( io opterei per l’oceanografico)? Ci sono poi i dintorni: Sagunto e El Puig sono vicinissime, ben collegate e ci metti meno di un giorno a vederle. Poi ci sono Xativa, Alicante e la costa blanca ( di cui ho scritto sempre in questo blog suggerendo Javea).

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