Avila, tra Don Chisciotte e i conquistadores (Capitolo 3, viaggio tra Castilla y Leon ed Extremadura )

20150522_082434 La mission quest’oggi è molto semplice: presentarsi all’appuntamento con il mio compagno di viaggio entro le 15.30. Solo che io sono a Salamanca, mentre l’altro avventore è a Madrid e non ho alcuna voglia di sorbirmi tre ore consecutive di autobus. Cosicché ho deciso di spezzare il tragitto ad Avila e di servirmi, in assenza di autobus, per la prima volta di blablacar.it. L’appuntamento è alle  9 con tal Jose in una piazza che non conosco e – siccome per attivare la luce della stanza dell’ostello è necessario inserire la scheda/chiave elettronica – decido di lasciare la mia per fare una gentilezza a Karola. Non l’avessi mai .fatto: l’ascensore non si attiva, non posso accedere alla stanza della colazione, non posso risalire e non mi resta che uscire mestamente promettendomi di non andare mai più al Revolutum Hostel. Jose, intanto, mi ha fatto preoccupare: non rispondeva al cellulare ed è arrivato in ritardo di mezzora, ma alla fine si è presentato e ha iniziato a parlare – senza  mai prender fiato – di tutti i suoi hobby: il real madrid, il divano per dormire, la caccia, la pesca. E’ un tipo simpatico e sornione che lavora ad Avila e si serve di blablacar per pagarsi la benzina. Infatti, tra i passeggeri, c’è anche un altro ragazzo che torna nella sua città per il fine settimana. L’arrivo ad Avila è molto scenografico: le mura imponenti spezzano il fiume che cinge la città e regalano un panorama che permette di viaggiare nel tempo fino al medioevo. 20150522_100248 20150522_100301 20150522_101109 20150522_102508 20150522_102959 Nel vederlo, la prima cosa cui penso è che mi sarebbe davvero piaciuto arrivarvi a piedi o, al limite, a cavallo di Ronzinante assieme a Don chisciotte e Sancio Panza. Qui, infatti, passa il cammino del levante, quello che parte da Valencia o, nella sua variante da Alicante, quello del sureste. Non lo fa praticamente nessuno, ma i segni del cammino ci sono tutti e io so che, prima o poi, in questa vita dovrò farlo, perché è ad Alicante che ho iniziato a maturare l’idea di fare il cammino. 20150522_104825   Eppoi qui non siamo lontani  dai territori di Cervantes, territori bellissimi e tuttora preservati e presidiati da castelli e feudatari. E Avila, in fondo, è rimasta un feudo con mura impenetrabili. Infatti,  tra le cose interessanti, ci sono i luoghi di Santa Teresa e l’omonima piazza che sede di mercato e corride con al centro la Chiesa di San Pedro e il suo rosone, nonché la Chiesa di San Vicente e  la Cattedrale. Quest’ultima, più in particolare, eretta in stile gotico quando il gotico non era ancora di moda, è praticamente incastrata tra le mura, visto che è una delle sue torri fa parte delle mura medesime. E, invero, è passeggiando lungo le mura, che posso scorgere le case dei cavalieri costruite ai lati delle porte d’ingresso ( i cavalieri, infatti, si facevano pagare la gabella da chi entrava in città, ndr ), nonché gli elegantii cortili che si affacciano sui vicoli principali. 20150522_105637 20150522_110057 Insomma due ore mi bastano per avere più di una idea di Avila e per raggiungere Madrid con piena soddisfazione e largo anticipo. 20150522_110350

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Una risposta a “Avila, tra Don Chisciotte e i conquistadores (Capitolo 3, viaggio tra Castilla y Leon ed Extremadura )

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