Tra le grotte di #Pertosa e la frittata di mille uova alla Certosa di #Padula ( visita alla Campania meridionale/ parte 2 )

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La certosa di San Lorenzo a Padula è un tesoro inaspettato in un territorio di confine  pieno di risorse naturali incredibili, ma tutto sommato avaro di bellezze artistiche. Invero l’occasione  per riscoprirla mi è stata fornita dalle  “domeniche al museo” ( la prima domenica del mese tutti i musei statali sono sempre gratuiti), anche se  il costo del biglietto di ingresso è comunque contenuto ( solo € 4 ) e, quindi, in ogni caso non costituisce un deterrente.

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Di questa certosa, una delle più belle
 in Europa e la più grande d’Italia, in fondo si sa poco. Si sa che la sua storia è iniziata nel 1306 per volontà del Conte di Marsico e che, per 450 anni, è stata arricchita di tesori grazie alle ingenti risorse finanziarie che le famiglie di provenienza dei monaci facevano affluire. 20150301_125312 Tra le bellezze spicca sicuramente la Cappella principale con affreschi e marmi – è il caso di dirlo – davvero certosini assieme alla biblioteca con un solaio ricoperto da ceramiche di Vietri. Lungo il chiostro principale, il più grande d’Italia, ci sono le celle dei monaci e a chiudere si notano, da una parte una scala elicoidale che sfida le leggi dell’ingegneria, dall’altra un’altra scala monumentale che conduce alla biblioteca.

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Molto sfiziosa è anche la visita del refettorio e della cucina maiolicata con mattonelle verdi e gialle per respingere gli insetti in cui si dice che vi fosse un lattedotto e sia stata preparata una frittata di mille uova per re Carlo.

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La certosa, per quanto stupenda, non ha tuttavia del tutto superato il trauma di quando le furono asportate molti tesori dai giacobini francesi, nonché di quando fu trasformata in campo di prigionia. Infattila Certosa è mal tenuta e gestita anche peggio. Molti ambienti ( id est: le cantine, le celle, le biblioteche) sono inibiti al pubblico e molti custodi gironzolano a casaccio parlando tra loro senza fare nulla. Eppure questo monumento meriterebbe ben altri investimenti e ben altri afflussi.

Voto 7,5.

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PERTOSA

Ciò premesso, successivamente mi sono spostato a Pertosa , dove ho assunto molte più calorie di quelle contenute della frittata di mille uova  di cui ho scritto sopra, andando  a mangiare al ristorante da Zi’ Mariannaa (consigliatissimo).

Di Pertosa e di Auletta ho già avevo già scritto in occasione del mio rafting sul fiume Tanagro ( per leggere clicca qui ), ma in verità questo paesino è famoso soprattutto per le fantastiche grotte.  La visita ai vari ambienti, costellati da stalattiti e stalagmiti, è impreziosita anche da un breve tragitto che bisogna fare su una barca. Sebbene il percorso totale sia di circa 3 km, solo la metà è accessibile ai gruppi. Il resto, invece, è riservato agli escursionisti che ne facciano espressa richiesta. In ogni caso si tratta di una gita molto suggestiva che lascia il segno.

Voto  8,5.

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2 risposte a “Tra le grotte di #Pertosa e la frittata di mille uova alla Certosa di #Padula ( visita alla Campania meridionale/ parte 2 )

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