Salonicco, il liceo classico non serve – venerdì, capitolo 1 / #grecia

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Uno sciopero  dei controllori di volo e la cancellazione improvvisa del mio aereo ci avevano provato a rovinarmi la festa, ma non avevano fatto i conti con la mia estrema voglia di partire.

Infatti, dopo essermi scontrato con l’insussistente assistenza da parte di Ryanair, ho deciso di aggirare lo sciopero anticipando il mio volo alle 7 di mattina e di muovermi da casa in piena notte senza andare a dormire affatto.

E, invero, ciò che in origine doveva rivelarsi un fastidioso problema, di fatto ha – invece – finito per essere una occasione per guadagnare una giornata intera di viaggio e, quindi, di gozzoviglio.

Salonicco è una città estremamente degradata, piena di palazzi fatiscenti e abbandonati, centri sociali occupati da gruppi di anarchici, cani randagi e passanti che urinano all’aperto in pieno giorno.

Ciò nonostante estremamente vitale, ricca di testimonianze del passato ed una movida incredibile con i locali più cool che abbia mai visto.

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Inoltre le persone sono estremamente disponibili e fanno di tutto per aiutarti anche se comunicare con chi non parla inglese – la maggior parte delle persone – è estremamente complicato. Qui chiedere una informazione su una strada è un modo per iniziare una conversazione, perché nessuno sembra avere fretta.

Così è capitato che dei passanti mi abbiano chiesto con sincero interesse chi sia e dove sia diretto,  augurandomi di sfruttare al meglio il viaggio.

Ciò premesso, appena scendo dall’autobus,  piazza Aristotele è già in fermento perché molte persone si sono già radunate portandosi dietro il proprio telescopio per osservare l’imminente eclissi di sole da una posizione privilegiata.

L’atmosfera è strana e l’intensità del sole preannuncia fenomeni irrituali.

Uno degli astanti mi chiede se voglio dare una occhiata dal telescopio e io, incuriosito, non me lo faccio ripetere una seconda volta.

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Dopo aver percorso la via Egnatia, mi dirigo verso l’acropoli per trovare l’ostello da me prenotato ( la little big house), ma l’operazione si rivela più difficile del previsto:

innanzitutto perché, anche se ho fatto il liceo classico,  orientarsi leggendo i nomi delle vie in greco, per me è più difficile del previsto;  dopodiché perché l’acropoli è davvero in salita e nessuno sembra conoscere la viuzza in cui devo arrivare.

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E’, infatti, per pura fortuna che riesco ad arrivare nell’ostello, la cui entrata è un minuscolo bar davvero molto accogliente in cui mi viene offerto anche un cappuccino freddo di benvenuto.

Qui conosco Natalie, una erasmus inglese che studia greco e che mi porta in giro illustrandomi i posti migliori della città.

Il primo monumento in cui mi imbatto è la Rotonda, il mausoleo dell’imperatore  Galerio – in cui, tuttavia, lo stesso non fu mai seppellito –  che poi è stato trasformato in Chiesa. I mosaici, tipicamente bizantini, donano  un fascino particolare ad un ambiente asciutto quanto elegante.

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Proseguendo arrivo a kamara, il punto in cui i giovani di Salonicco si danno tra di loro appuntamento, dove ammiro l’arco di Galerio e poi, subito dopo, i resti di ciò che era il suo palazzo.

Qui, incrociando di nuovo la via Egnatia, che anticamente conduceva a Bisanzio e a Durazzo, si arriva nell’epicentro della movida con centinaia di bar, ristoranti e venditori di pita fino al lungomare.

La torre bianca, simbolo della città, viene sorvegliata a debita distanza da una enorme statua di Alessandro Magno a cavallo ai piedi del quale è stata posata una corona di fiori.

C’è vento, molto vento, ma c’è comunque tanta vita e le persone passeggiano godendosi la giornata.

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Il museo archeologico è molto interessante e pieno di reperti risalenti al periodo dell’impero macedone e di riferimenti alla Magna Graecia.

Ovviamente vi sono citate anche Napoli, Cuma, Ischia e Salerno.

Nel proseguire il mio tour, ritorno a vedere il foro romano – che avevo già visto appena arrivato – e alcune Chiese Ortodosse, tra cui  San Demetrio e Santa Sofia.

Non ero mai stato in una Chiesa ortodossa prima e sono davvero molto colpito dallo stile così differente, nonché dalla compostezza – davvero più dignitosa rispetto a quella occidentale – con cui i fedeli si ritrovano a pregare.

Mi colpisce altresì che fuori dalle Chiese ci siano anche delle piccole edicole, delle vere e proprie “cabine telefoniche”, in cui ad ogni ora del giorno e della notte gli avventori si fermano anche per pochi secondi per pregare.

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Ciò premesso, è anche vero che tutto il mondo è paese e così per pochi attimi mi ritrovo fuori da una Chiesetta a giocare a pallone assieme ad un bambino.

Sono stanco, ma voglio andare in cima all’acropoli, per cui riprendo a camminare e arrivo fino alle mura e alla fortezza.  Un convento, di cui non ricordo il nome, ospita un’altra Chiesetta molto bella e poi un giardino con dei pavoni stupendi.

In serata,  dopo essermi riposato per qualche ora in ostello, mi dirigo in un piccolo locale che è stato  consigliano da Natalie e in cui mangio lo souvlaki, ovvero quelli che da noi sono gli arrosticini, assieme ad un boccale di birra Mythos.

SALONICCO, VOTO 7

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5 risposte a “Salonicco, il liceo classico non serve – venerdì, capitolo 1 / #grecia

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