La contea basca – ( cammino del Nord, San Sebastian Zumaia, tappa 2, capitolo 3)

 9 giugno – La Contea basca.

Parto in ritardo, ma camminare con gli scarponi è un’altra cosa, tanto è vero che riesco a seminare un po’ tutti. Dopo i primi 10 km mi ricongiungo al gruppo, ma stavolta, non appena inizia la discesa, è Manolo ad andare in fuga. Scelta poco saggia perché Cema, il basco, conosce una “scorciatoia” per arrivare ad Orio, e Manolo, che ci aspettava a valle, non ci trova più. Orio è una cittadina che si sviluppa alla foce di un fiume e in cui ci sono  canottieri e di ciclisti ovunque. Cema ha appena concluso il cammino francese ma – senza nemmeno tornare a casa o fermarsi per un giorno – ha subito voluto cominciare un altro cammino. E’ uno che parla pochissimo e solo per dire l’essenziale, come ad esempio per celebrare le virtù del popolo basco: “Qui ci sono i migliori sportivi d’Europa” – dice – “Sai che Miguel Indurain, il ciclista, è un basco della provincia di Pamplona?” Gli faccio notare che Pamplona è in Navarra e non nel Pais Vasco, ma su certi temi è meglio non insistere. Da queste parti la tensione è palpabile: le scritte inneggianti all’Eta e i manifesti che vogliono l’Euskadi – ossia il Pais Vasco libero – sono praticamente ovunque e il solo parlare spagnolo non attira simpatie. D’altra parte il basco, con tutte le K che ha, è incomprensibile per uno straniero (spagnoli inclusi) e tutto sommato è una fortuna avere Cema come ambasciatore del gruppo. Persino in una città cosmopolita come San Sebastian avevo intravisto alcune manifestazioni nazionaliste, ma è nei paesini più piccoli che l’orgoglio basco si palesa in maniera evidente. Persino noi pellegrini non attiriamo simpatie. Nessuno ci augura “buen camino” né ci saluta al nostro passaggio. Sembra di stare nella Contea del Signore degli Anelli anche perché, da queste parti, avere un’avventura non è visto di buon occhio. Ad ogni modo ad Orio ci fermiamo per una breve sosta, qui troviamo un’altra pellegrina, una lituana giramondo con tenda al seguito. Più avanti ritrovo anche Manolo, con il quale proseguo la tappa optando per la strada costiera che giunge fino a Zarautz, mentre il resto del gruppo sceglie il sentiero che sale sulla collina. A 3 km da Zumaia vado in affanno, così Manolo si allunga dandomi appuntamento in paese, ma  all’arrivo si ripropone il problema dell’alloggio. Il municipal è chiuso fino a luglio, così sono costretto ad andare in un albergue privato, Villa Luz, in cui è possibile cenare. Nessuna traccia di Manolo – che, probabilmente, non avendo trovato un alloggio, sarà andato avanti – né del madrileno Joaquim, che sicuramente sarà rimasto indietro o si sarà ritirato. Poco male, il cammino è questo. Andiamo a visitare Zumaia e, in particolare, apprezziamo le sue stupende scogliere. In un bar sulla spiaggia Cema ci fa conoscere una bevanda tipica del Pais Vasco, una specie di spumante di cui non ricordo il nome esatto. Per cena ci viene servito arroz con verduras, ovvero la paella vegetariana. Tra gli avventori mi colpisce un pellegrino francese che, di fatto, si esprime a pernacchie. Meglio stargli a distanza di sicurezza!

Orio voto 6,5
Zarautz voto 6
Zumaia voto7
Nota tecnica: subito dopo San Sebastian inizia una salita di 8 km, poi c’è una discesa di 4 che arriva fino ad Orio. I suindicati sono gli unici strappi degni di essere menzionati, per il resto c’è solo una leggera salita di 5 km tra Zarautz e Zumaia. Nel complesso la tappa è facile.
Costo albergue Villa Luz: €10 + 8 per la cena.
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