LA COREANA CHE SBAGLIò CAMMINO ( Santillana del Mar – San Vicente de la Barquera, km 34 – Tappa 10, cap. 11 – diario del cammino del Nord ).

elamor
17 giugno – Il cammino prosegue dolcemente e ben presto i lastricati di Santillana diventano un ricordo. L’unico problema, per il momento, è trovare un bar aperto di domenica e fare colazione. Ne troviamo uno in piena campagna con una signora che Manolo definisce “rustica” e con la quale non perde occasione per farsi due risate: “questi italiani sono incredibili, si fanno 50 km come se niente fosse e io non ce la faccio più a stargli dietro: che macchine, che macchine!”. Per il resto la tappa non regala incontri imprevisti, ma almeno è piacevole. Quando guadiamo un fiumiciattolo, la Rabia, c’è solo una collina a separarci da San Vicente, paesino che ci regala uno scenario straordinario e ci ripaga appieno delle nostre fatiche. Per accedervi è necessario attraversare un ponte dal quale, da una parte, si vede il mare, dall’altro l’estuario di un fiume. L’albergue si trova nella parte alta del paese, a pochi metri dall’antica cattedrale, motivo per il quale siamo costretti a salire diverse scale. L’albergue è gestito da un’intera famiglia di hospitaleros – marito, moglie e figlia – che, da oltre 40 anni, spendono gratuitamente il loro tempo per accogliere i pellegrini. E’ da quando ho iniziato, da Irun, che aspettavo di trovare anche sul cammino del Nord un albergue con questa atmosfera. Tra gli altri, ritrovo anche i due fratelli tedeschi con i quali mi ero riparato dalla pioggia a Santillana del Mar, ma è l’incontro con una coreana a lasciare il segno. Grazie ad un libro come quello di Paulo Coelho, il cammino di Santiago è diventato molto famoso in Corea e io, infatti, l’anno scorso avevo trovato tantissimi coreani nel primo tratto del cammino francese – poi, non so perché, scomparvero – ma quest’anno ho dovuto aspettare di arrivare a San Vicente per fare il primo avvistamento. Le chiedo, così, cosa ci facesse qui e se avesse già fatto il tradizionale, ma lei mi risponde di non sapere dell’esistenza di un altro cammino: praticamente è qui per sbaglio.

San Vicente de la Barquera, voto 9.
Costo Albergue: donativo con colazione e cena. Nota tecnica: difficoltà media. Tappa gradevole e per nulla dura: le colline attraversate sono tutte molto dolci e l’ingresso a San Vicente è straordinario.

 ITACA
Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,

fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Cuando emprendas tu viaje a Itaca
pide que el camino sea largo,
lleno de aventuras, lleno de experiencias.
No temas a los Lestrigones ni a los Cíclopes,
ni al colérico Poseidón,
seres tales jamás hallarás en tu camino,
si tu pensar es elevado, si selecta
es la emoción que toca tu espíritu y tu cuerpo.
Ni a los Lestrigones ni a los Cíclopes
ni al salvaje Poseidón encontrarás,
si no lo llevas dentro de tu alma,
si no los yergue tu alma ante tí.

Pide que el camino sea largo.
Que sean muchas las mañanas de verano
en que llegues -¡con qué placer y alegría!-
a puertos antes nunca vistos.
Detente en los emporios de Fenicia
y hazte con hermosas mercancías,
nácar y coral, ámbar y ébano
y toda suerte de perfumes voluptuosos,
cuantos más abundantes perfumes voluptuosos puedas.
Ve a muchas ciudades egipcias
a aprender de sus sabios.

Ten siempre a Itaca en tu pensamiento.
Tu llegada allí es tu destino.
Mas no apresures nunca el viaje.
mejor que dure muchos años
y atracar, viejo ya, en la isla,
enriquecido de cuanto ganaste en el camino
sin aguardar a que Itaca te enriquezca.

Itaca te brindó tan hermoso viaje.
Sin ella no habrías emprendido el camino.
Pero no tiene ya nada que darte.

Aunque la halles pobre, Itaca no te ha engañado.
Así, sabio como te has vuelto, con tanta experiencia,
entenderás ya qué significan las Itacas.

Kostantin Kavafis

 

 

 

 

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