Viaggio in Umbria a 800 anni dal pellegrinaggio di San Francesco a Santiago di Compostela.

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TEMPO OCCORRENTE: 6 GIORNI.

Cosa fare a ferragosto per fuggire dall’invasione degli italici mao mao che imperversano in lungo e in largo e che – da quando hanno scoperto i voli low cost – stanno rendendo a loro immagine e somiglianza anche i paesi più esotici e civili? Ad esempio si potrebbe andare lì dove i mao mao non vanno, magari in Italia.

In Italia? E chi è che viaggia più in Italia ormai!? Su facebook è  trendy postare un foto di Palma de Mallorca, mica di Castelluccio di Norcia!

Eppure l’Italia – anche se è abitata da troppi mao mao tremendamente ignari della loro storia – in passato ha prodotto molto  e merita per questo di essere conosciuta. Io, del resto, se ho scoperto che viaggiare è la mia più grande passione, è stato proprio perché ho potuto farlo per l’Italia quando ero ancora un apprendista backpacker sotto i 10 anni. Dopodiché ho scoperto l’esterofilia e mi è scoppiata la passione prima per i paesi anglosassoni e poi per la Spagna in tutte le sue declinazioni.

Quest’estate, però, ho deciso di fare qualcosa di diverso e – dopo essere tornato dal mio ultimo cammino di Santiago ( (leggi qui)– ho deciso di andare nell’unica regione in cui sarei potuto rimanere tranquillo anche a ferragosto. Quale? Nella Galizia d’Italia, cioè in Umbria

Era, infatti, doveroso andare nella terra di San Francesco  a 800 anni esatti dal di lui pellegrinaggio a Santiago de Compostela: del resto, se il 25 luglio in quest’ultima si  è ricordato San Francesco, perché non andare ad Assisi per ricordare Santiago?

Il mio, tuttavia, stavolta non è stato un viaggio di fede.

E’ stata, semmai, una gita alla riscoperta di paesaggi, monumenti e sapori che erano ormai sbiaditi nella mia mente e che avevo la necessità di rispolverare per non morire mao mao.

Infatti, se escludiamo qualche incursione di passaggio nella capitale mondiale della criminalità – roma – e l’attraversamento dello stivale per arrivare in Trentino, di fatto erano 12 anni che non mettevo piede in Italia e l’Umbria – ormai – era divenuta per me un pallidissimo e timidissimo ricordo.

L’itinerario?

Manco a dirlo è stato quello più inflazionato con qualche piacevole digressione decisa al momento in base alle contingenze:

Orvieto, Todi, la cascata delle Marmore, Spoleto, Spello, Assisi, Foligno, Gubbio, Norcia, Castelluccio di Norcia, lago Trasimeno, Città della Pieve e… la toscana Montepulciano.

Prima di procedere all’illustrazione del tour, è bene sottolineare che quasi tutte le suddette cittadine sono visitabili percorrendo il bellissimo e suggestivo cammino di San Francesco.

ORVIETO

Sarà scontato dirlo, ma mai come in questo caso è vero: ad Orvieto già una visita allo splendido duomo vale ..il prezzo del biglietto, rectius una sosta di un paio d’ore. Non meno interessante è, tuttavia, la Chiesa di Sant’Andrea con le vie ad essa adiacenti.

Ad Orvieto mi sorprende altresì la presenza di numerosissime caserme di carabinieri, esercito, guardia di finanza, polizia, vigili e alpini. In caso di guerra, siamo copertissimi!

Voto: 7,5.

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TODI.

E’ una cittadina a dir poco in salita e caratteristica proprio per la pendenza delle sue stradine. La ritrovo, tuttavia, abbastanza spenta e deludente rispetto ai miei ricordi. Oltre alla piazzetta centrale con la Chiesa e la casa comunale non c’è altro da visitare.

 Voto: 6.

*Ristorante da Jacopone da Todi – Peppino, leggi qui

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CASCATA DELLE MARMORE.

Vero e proprio spettacolo della natura, la cascata delle Marmore rientra tre le cascate più alte del mondo grazie ad un salto di circa 165 metri. Oltre al colpo d’occhio che si vede a valle, è molto suggestivo altresì percorrere i sentieri 2 e 1. Il primo, più in particolare, consente di godere di viste alternative della cascata, il sentiero 2 – invece – risale direttamente la cascata fino alla parte alta.

E’ molto piacevole, tra l’altro, “annegare” affacciandosi sul c.d. “balcone degli innamorati” che consente di passare sotto ad una delle cascate. Tra gli illustri visitatori di questa cascata mi va di ricordare il pittore Salvator Rosa e re Ferdinando II di Borbone.

Voto: 9

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TERNI.

E’ una cittadina abbastanza anonima che non merita una sosta.

Voto 4

SPOLETO.

E’ un borgo unico nel suo genere per la varietà dei monumenti, nonché per la raffinatezza che la contraddistingue. Negli anni, infatti, Spoleto ha saputo imporsi come uno dei principali poli culturali dell’Umbria. Tra le cose da visitare meritano una citazione il teatro romano, il ponte delle torri, la rocca e naturalmente il Duomo. Quest’ultimo, più in particolare, è unico nel suo genere in quanto si trova in una piazza posta ad un’altezza inferiore rispetto alle viuzze del centro.

Il ponte delle torri, invece, è una struttura di origine romana che ha una larghezza di quasi 240 metri e una altezza di 80.

Voto: 8

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SPELLO

Cosa c’è di bello a Spello? Spello medesima. Tralasciando il Pinturicchio e il duomo, a Spello la  viuzza centrale che sale lungo tutto il paese che lascia di stucco. A me ha colpito particolarmente palazzo Urbani  con il suo ballatoio e la sua copertura lignea. E’ molto divertente, tra l’altro, assistere alle prove per lo spettacolo recitato che si tiene normalmente d’estate.

Voto: 8

Ristorante Il Pinturicchio, leggi qui


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GUBBIO

E’ un paesino medioevale più grande di Spello e probabilmente più ricco per storia e importanza. La città, ormai rimasta indissolubilmente legata a Don Matteo, è tutta in salita e ben curata. La visita non può che iniziare dalla chiesa dei Santi Mariano e Giacomo e proseguire poi in salita verso il palazzo Ducale, il palazzo dei Consoli e il palazzo Pretorio.

Voto: 7

Ristorante Baccus, Gualdo Tadino. Leggi qui


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ASSISI

E’, almeno per quanto mi riguarda, la grande delusione del viaggio in Umbria. Mi sarei, infatti, aspettato di ritrovare un’atmosfera diversa nella città che fu di San Francesco e Santa Chiara. Invece ho visto solo una vergognosa commercializzazione della religione – anche da parte degli stessi francescani – che, a volte, sfocia nella blasfemia. Ho, pertanto, dovuto leggere i cartelloni di bar che adoperavano l’immagine di Papa Giovanni Paolo con la scritta “non abbiate paura”(sic!), l’insegna di un ristorante chiamato “mangiar DiVino” (sic!), nonché osservare i calendari  di peppa pig accanto a quelli di Papa Francesco e del Santo da cui quest’ultimo ha tratto il nome. Né la Basilica di San Francesco si salva, visto che i francescani sono troppo indaffarati e occupati a vendere souvenirs nel loro negozietto interno per accogliere, come meriterebbero, i pellegrini che compiono il cammino di San Francesco. Io stesso, infatti, ne ho visti tre “rimbalzati” dopo un’attesa estenuante.

Ciò premesso, se tralasciamo questi aspetti che comunque mi disgustano oltremodo,  Assisi – pur essendo divenuta una trappola per turisti cara e inospitale – sotto il profilo artistico rimane una perla. La basilica di San Francesco con gli affreschi di Cimabue e Giotto, la basilica di Santa Chiara, la Cattedrale di San Rufino, la Porziuncola, la Chiesa di San Damiano, la rocca, la piazza del Comune e tanti altri monumenti rendono Assisi una città straordinaria.

Voto: 7. Il mio voto è influenzato dal disgusto. La città meriterebbe sicuramente un voto più alto, ma io – sinceramente – gliene vorrei mettere uno ancora più basso. La mia Assisi è differente.

FOLIGNO

Mi aspettavo un paesone abbastanza anonimo, invece è una cittadina graziosa con una bella cattedrale e una piazza centrale molto vivace.

Voto: 6


NORCIA E CASTELLUCCIO DI NORCIA

Norcia è un paesone turistico totalmente votato alla vendita di salumi. Qualche Chiesa carina la rende anche graziosa, ma si vede che il benessere da queste parti è arrivato da poco e, fino agli anni ’70,  si viveva di agricoltura. Castelluccio di Norcia, invece, è un piccolo agglomerato di case in pendenza. Ciò che rende unica tale valle è, tuttavia, l’incredibile piana che separa le suddette  cittadine e mostra in tutta la loro bellezza i monti sibillini.  Il panorama sembra quasi lunare ed è talmente affascinante che vale da solo un’intera giornata.

Voto: 9

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IL LAGO TRASIMENO.

L’atmosfera mesta e il turismo d’altri tempi rendono molto particolare un breve soggiorno al lago.

I centri principali sono Passignano e Castiglione del Lago. Il primo è abbastanza anonimo e non merita più di una breve passeggiata, il secondo – invece – è un bel paesino medioevale che offre una splendida vista sul lago.

Voto: 6,5

Ristorante Il Giardino a Magione. Leggi qui

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CITTA’ DELLA PIEVE

E’ un vero e proprio gioiellino in cui già si sente l’influenza culturale della vicina toscana. A parte la Chiesa principale non offre particolari monumenti degni di nota. A renderla particolare sono, infatti, le stradine medioevali che diventano spettacolare quando sono decorate dagli stendardi dei vari quartieri.

Voto: 7

* Trattoria Bruno Coppetta. Leggi qui

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MONTEPULCIANO

Sebbene abbia perso un po’ la sua anima e sia troppo inflazionata turisticamente, Montepulciano resta una splendida cittadina medioevale. La piazza Grande con il Duomo e la casa comunale meritano, da sole, la visita.

Voto: 8

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2 risposte a “Viaggio in Umbria a 800 anni dal pellegrinaggio di San Francesco a Santiago di Compostela.

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