Tutta la Russa a piedi. L’impresa di Pier Luigi Delvigo

L’impresa di Pier Luigi Delvigo ( 67 anni)  raccontata a“La Voce della Russia”:

 Lei ha attraversato la Russia a piedi. Che cosa le ha dato questo viaggio, che ha appena terminato?

 Pensandoci a menta fredda, direi che è impossibile fare un’avventura simile. Quando mi sono trovato nella realtà, le cose sono sembrate meno difficili. Quando ti trovi delle difficoltà da dover superare da solo trovi la forza che nemmeno immagini di avere.

 Cosa l’ha colpita di più durante il viaggio? Le sue impressioni più forti?

 Rispetto la natura, mi hanno impressionato gli spazi enormi della Siberia: mi ritrovavo lì da solo in mezzo a queste colline con la mia tenda. Mi sentivo quasi come uno zar, arrivava sera e il mio premio era il riposo nella mia tenda. Guardavo i tramonti e le albe, stavo benissimo. È una sensazione da provare. Paura non ne ho mai avuta. Vorrei smitizzare la demonizzazione della Siberia. È un posto bello o brutto come ogni qualsiasi altro posto. Da noi in Italia per punizione si dice “ti mando in Siberia”, sarebbe secondo la nostra mentalità la punizione più grave.

Voglio dire che qui vive gente normale, vive normalmente anche a -40 e -50, come in altri Paesi, per esempio in Canada. I pregiudizi inculcati nella nostra testa ci fanno vedere le stesse cose in modo diverso. Quando ho iniziato a viaggiare invece, a dormire in tenda non ho più avuto nessuna paura. Non vedo più le cose in modo tetro.

 Come si è trovato con i russi che ha incontrato durante il viaggio? Come reagivano alla sua impresa?

 All’inizio appena sapevano che ero italiano, questo era un passaporto per essere trattato bene. Quello che ci rende più famosi in Russia è Toto Cutugno, lo conoscono da tutte le parti. Mi offrivano tutti da mangiare gratis. Durante il viaggio ho visto molta umanità verso il forestiero. Noi in Italia non accoglieremmo nessuno in casa dopo averlo visto per la prima volta per strada. E poi non avevo un aspetto dei migliori, in certi periodi potevo sembrare quasi un barbone.

 Per quanti chilometri ha camminato?

 La prima tappa, da Tallin a Ekaterinburg, è stata di 3100 chilometri. La seconda tappa, Ekaterinburg- Lago Baikal, di 3800. Poi altri 1600 chilometri, e l’ultima tappa 2150.

 Distanze impressionanti! Soprattutto oggi quando l’uomo moderno non cammina molto.

 Può sembrare una cosa eccezionale fare tutti questi chilometri. Però, se pensiamo ai legionari romani, che andavano a combattere in Asia, queste distanze se le facevano anche loro e ogni giorno … per andare a morire in battaglia poi!

Andando piano si va molto lontano!

 Quindi possiamo dire che oggi l’uomo non cammina per niente. Forse bisognerebbe camminare di più?

 Sì. Camminando vedi tutto. Sei costretto a vedere ogni cosa che ti passa sotto i piedi. Le cose qui non passano veloci.

 Com’è nata l’idea di compiere questo viaggio. Perché proprio la Russia?

 Perché conoscevo la lingua russa. Molti dicono che questo mio viaggio è un sogno diventato realtà. Questa è una realtà invece che a vederla a posteriori sembra un sogno! È cominciato tutto per caso, non ho programmato quest’avventura. Da giovane correvo, facevo atletica leggera e non mi piaceva camminare. Per caso ho fatto il cammino di Santiago di Compostela. Poi ho deciso di provare a fare il tragitto da San Pietroburgo a Mosca, sono 600 chilometri. Sono partito dai Paesi Baltici, mi sono trovato bene in viaggio, poi ho comprato la tenda. A 64 anni ho cominciato a dormire in tenda, cosa che non ho mai fatto da giovane! Adesso sono un esperto di tende!

 Adesso ha intenzione di fare un altro viaggio o se ne ritorna a casa?

 No, no! Io l’ho fatto in maniera abbastanza intensa, soprattutto i primi anni con una media al giorno di 40 chilometri. Il secondo anno ho fatto 3800 chilometri percorrendo 44 chilometri e mezzo ogni giorno 

 Buon rientro a Genova dopo tutti questi chilometri!

 Io sono già riposato adesso, tranquillo. Io mi riposo tutto l’anno. Diciamo che la vita da pensionato è fatta di un po’ troppo riposo. Come ho fatto io forse è un po’eccessivo, ma il messaggio che vorrei mandare è il seguente: anche alla mia età si possono fare delle belle cose, belle passeggiate e escursioni. Non vanno fatte per forza da giovani, anche a 67 anni si possono fare ancora benePer saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_09_10/Tutta-la-Russia-a-piedi-l-avventura-di-un-italiano-

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