Aeroporto costa d’Amalfi, uno scandalo senza fine. Egregio Antonio Fasolino, almeno taci.

Questo è un blog dedicato ai viaggi e solo di viaggi ho sempre scritto.

Sennonché, per ovvi motivi, da viaggiatore accanito sono altresì molto interessato alla vicenda dell’ aeroporto costa d’Amalfi di Pontecagnano, una infrastruttura che è costata la bellezza di 78 milioni di euro in 30 anni (leggete qui), ma è praticamente inutile,  perché – particolare di non poco conto!  – si sono praticamente scordati di fare la pista.

Il vulnus, per la verità, con un po’ di buona volontà e di intelligenza, sarebbe stato colmato in poco tempo, ma oggi non è dato sapere quando sarà possibile iniziare i lavori.

Ogni anno il “brillante” amministratore dello scalo senza aerei  – brillante per il lavoro che svolge e per il guadagno che ne ricava (chi di noi non vorrebbe fare il suo mestiere?) — rilascia la sua bella intervista e dà i numeri con date che non vengono mai rispettate.

Ieri, più in particolare,  al corriere del mezzogiorno   si è detto indignato che la sua foto sia stata accostata alla pessima gestione dell’aeroporto e ha dichiarato che “oggi quest’aeroporto opera ai massimi livelli in italia”. ( clicca qui )

Sì, l’ha dichiarato davvero e non ha mai fatto pervenire la sua smentita dimostrando che per lui  è sintomo di efficienza erogare ogni mese stipendi  a decine di dipendenti che non hanno alcuna utilità.

Tre anni fa la Ryanair, la prima compagnia aerea italiana, disperata per il dilettantismo con cui aveva a che fare  e consapevole che la Campania è l’unica grande regione in Europa in cui la low cost più importante non è arrivata per la saturazione di Capodichino, si era offerta di fare la pista e altre strutture a sue spese proponendo un’operazione similare a quella intrapresa ad Orio al Serio, un vecchio e anonimo aeroporto di provincia trasformato nel secondo/terzo scalo più importante d’Italia.

Ma alla Ryanair, per motivi facilmente intuibili, il consiglio di amministrazione dell’aeroporto mangiasoldi per eccellenza ha risposto picche sostenendo che la pista se la sarebbero fatta da soli.

Ieri, invece, il brillante Fasolino ha dichiarato che con lo sblocca-italia – come contropartita delle trivellazioni in Lucania – arriverà un altro malloppo da spartire per fare la pista. A gestire i lavori, tuttavia, dovrebbe pensarci l’Enac. Ciò significa che anche chi si occupa del  suddetto aeroporto non è tanto sicuro delle proprie capacità manageriali.

Ciò premesso, mi permetto di dare un consiglio a chi gestisce e ha gestito in passato l’aeroporto che non c’è, visto che evidentemente non ha mai viaggiato in vita sua: il mondo è cambiato, oggi tutti viaggiano con pochi euro e servono voli!

Io ogni anno ne prendo decine  e conosco, ormai, buona parte degli aeroporti del continente. Ho visto città che non contavano nulla dal punto di vista turistico diventare dei poli di attrazione incredibili. Ho visto Bratislava, Danzica, Jerez de la Frontera, Salonicco. Tutte città non particolarmente belle, ma che ogni anno hanno milioni di visitatori che le possono raggiungere con pochi soldi.Ho visto i paesi dell’Est dimenticare completamente di venire da 70 anni di comunismo e la Spagna piccina piccina.

Possibile che – dopo 30 anni – la Campania, una regione che ha una quantità infinita di bellezze che non sto qui ad elencare debba essere per forza tagliata fuori dal mondo perché chi la gestisce è un inetto e ha pure la coda di paglia?

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