Ma sì, iniziamolo per davvero questo cammino. Barcelos – Ponte de Lima, 34 km ( Terza tappa. Diario del cammino portoghese).

18 luglio –   Stamattina la sveglia suona un po’ prima di ieri.  Dobbiamo, infatti, tornare a Barcelos per riprendere il cammino ed è essenziale salire sull’autobus delle 7.30. Mi auguro, in proposito, che Antonio abbia recuperato tutte le energie e si abitui a questi ritmi. Tra l’altro, con senno di poi, mi chiedo a cosa serva la mia “ortodossia” e per quale motivo abbia organizzato tanti spostamenti complicati per arrivare e ripartire da Barcelos, quando sarebbe bastato raggiungere direttamente  Braga  da San Pedro de Rates attraverso il cammino.

Ad ogni modo, per imparare dagli errori, bisogna prima commetterli e da domani non ci saranno altre distrazioni dal cammino.

Barcelos, comunque, ci accoglie nuovamente con una leggerissima e impercettibile pioggerellina.

Ciò nonostante, prima di iniziare la tappa – che stamattina sarà davvero impegnativa – io e Antonio ci concediamo una prolungata sosta in un bar per la colazione.

Infatti, quando iniziamo a camminare, sono le 9 e mezza passate e abbiamo almeno due ore di ritardo rispetto agli altri pellegrini.

Sulla mappa da me scritta ci sono poche ed essenziali informazioni. Ben presto, tuttavia, mi rendo conto che anche tali informazioni sono del tutto inutili. Conoscere i nomi delle località attraversate, infatti, è del tutto superfluo, visto che per i primi 20 km attraversiamo solo campagneDSC02173 e qualche casolare incontrando solo cavalli e mucche. Tanto più che le distanze da me riportate si rivelano presto  del tutto erronee e – ancora una volta – è Antonio con il suo cellulare a fornire dati precisi. E’, infatti, il cellulare a dirci che, per trovare una fontanella per bere, abbiamo dovuto camminare per 3 ore, nonché dovuto compiere ben 16 km. E’, inoltre, alla fontanella che consumiamo il primo panino e iniziamo ad avvertire una certa stanchezza.  Qui, tra l’altro, ci imbattiamo in due pellegrini tedeschi che stanno percorrendo il cammino al contrario e – non appena mi vedono – chiedono: “manCiare, manCiare”? Quasi non ho il coraggio di dirgli che, per mangiare, dovranno camminare per un bel po’, ma in fondo sono tedeschi e sono sicuro che se la caveranno. Del resto nemmeno io, quest’anno, ho voluto portarmi la borraccia metallica dietro. L’unica riserva d’acqua che  porto  è infatti contenuta in una bottiglietta da mezzo litro di plastica.

Quando ci rimettiamo in marcia, io e Antonio un po’ ci arrabbiamo perché troviamo diverse fontanelle vicine tra loro: perché, per tanti km, non c’è nulla e poi ci sono tante fontanelle  tutte concentrate nello stesso posto? Non c’è da farci caso, i nostri sono vaneggiamenti da pellegrino.

In fondo il borgo che stiamo attraversando è l’unico minimamente abitato ed è anche carino.

Sennonché, dieci km più tardi, quando arriviamo nella piazzetta di Sobreiro, siamo a dir poco esausti e ci fiondiamo letteralmente sotto la fontanella del borgo mangiando tutti i panini che ci sono rimasti. Fa caldissimo e sembra di essere in un western ambientato in Messico con noi che siamo sopravvissuti al deserto, la chiesetta del paese ad osservarci e tante casette bianche che appaiono tutte disabitate. Antonio, comunque, sembra avere più benzina di me e decide di ripartire con rinnovato vigore sapendo che manca poco. Io, invece, mi stendo per un paio di minuti su una panchina bevendo a più non posso. Quando, tuttavia, mentalmente realizzo che è tempo di ripartire, so bene che ho al massimo altre due ore nelle gambe. Per questo motivo riparto subito come un razzo e supero anche Antonio. Il percorso, comunque, almeno negli ultimi 10 km è stupendo e nemmeno la pioggia, che cade copiosa e ci costringe a rallentare per proteggere gli zaini,  riesce a rovinarlo. Quando ormai Ponte de Lima è vicina, alcuni cartelli ci incoraggiano indicandoci precisamente quanti km mancano all’albergue. Sembra, tuttavia, passare un’eternità tra meno 8 e meno 7 e tra meno 7 e meno 6. Solo alcuni azulejos di San Tiago, nonché alcuni contadini particolarmente ilari ci spingono ad andare avanti. A meno 4, tuttavia, Tony  non sembra farcela più e i miei incitamenti a compiere l’ultimo sforzo sembrano solo innervosirlo più che incoraggiarlo. Per questo motivo gli prendo lo zaino e me lo metto davanti per fare da contrappeso al mio. Davanti a me ci sono altri pellegrini e  – siccome li voglio superare – inizio ad accelerare a più non posso facendo ricorso ad energie che poco tempo fa non pensavo di possedere. L’enorme vialone sul lungofiume, intanto, segna l’ingresso trionfale a Ponte de Lima. La piazza del paese è affollata da persone che vogliono assistere alle riprese di una trasmissione televisiva, ma a noi non ce ne importa minimamente: l’unico nostro desiderio è attraversare lo spettacolare ponte del paese e varcare la soglia dell’albergue. Qui ad accoglierci ci sono alcuni volontari che ci offrono delle caramelle e ci mettono subito a nostro agio. Uno di questi volontari, che è sulla sedia a rotelle, nel vederci impacciati, si lascia andare anche ad una battuta: “vi prego, sto soffrendo per voi, sedetevi”. Quest’ultimo, molto probabilmente, non potrà mai percorrere il cammino. Ciò nonostante non ha rinunciato a farne parte e  per questo la sua testimonianza mi è di insegnamento.  Ciò detto, l’albergue di Ponte de Lima è nuovo e – anche se mancano i cuscini (sic!) – è molto bello. Ci saranno sì e no trenta pellegrini e questo in parte mi rincuora perché significa che non dovremo fare alcuna corsa per accaparrarci un posto per dormire. Tra l’altro Antonio è esausto, anche perché siamo riusciti ad arrivare prima di tanti pellegrini pur partendo due ore dopo, e non sembra intenzionato a uscirvi prima di domani. Per questo, al fine di far riposare Antonio, il mio piano è quello di andare a fare la spesa e di cucinare qualcosa al rifugio, ma l’unica salumeria del paese è tutt’altro che fornita.

Decido, pertanto, di chiamare al telefono Antonio per andare assieme a mangiare in uno dei tanti locali del paese.  Merluzzo, polpo, due birre e una fanta ci vengono così a costare 4 miserrimi euro a persona. Solo la pioggia ci rovina la serata: nemmeno stasera i panni potranno asciugarsi.

Ponte de Lima: voto 7. Un paesino stupendo.

Nota: la tappa è difficoltosa perché va compiuta tutta di un fiato ed essendo la prima oltre i 30 km può comportare qualche problema. Il percorso, tuttavia, è ben segnalato ed è molto bello soprattutto prima dell’arrivo a Ponte de Lima.

Albergue: € 5. Wi fi e pc a disposizione, camerate pulite, stenditoi e cucina. Purtroppo mancano i cuscini e le docce sono abbastanza brutte.

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