Sognando Santiago: “Il cammino del Nord”

domenica 15 aprile 2012
Rieccomi qui a scrivere dopo un bel po’ di tempo per comunicare che mi accingo a rifare il “cammino”. L’anno scorso, quando partì da San Jean Pied de port e non sapevo cosa mi aspettasse, non capivo perché c’era tanta gente all’ennesimo cammino. Un mese dopo ho potuto sapere perché si rimane pellegrini per tutta la vita. Ho visto posti eccezionali e conosciuto persone straordinarie, ma – soprattutto – mi sono potuto riprendere il tempo, tempo che non mi appartiene più ed è sempre speso per qualcun/qualcos’altro. Ho potuto assaporare la bellezza di una giornata di fatica vivendo la natura e la gioia di svegliarsi, senza alcuna fatica, ben prima dell’alba per arrivare famelico a far colazione. Ho attraversato paesi (!?) di 10, 20 persone – come Moratinos, Terradillos de los Templarios e Villarmentero – scanditi da ritmi lenti in cui il passaggio di un pellegrino è visto come una benedizione ed è accolto con entusiasmo. Non manca mai un “buen camino” o una esortazione, un consiglio o un suggerimento né l’offerta di aiuto. Ho passato intere giornate senza avvistare una macchina o una farmacia e vivendo come un trauma l’entrata in una città con “troppi servizi”. La verità è che viviamo con più del necessario e niente più del cammino di Santiago può insegnartelo.E’ passato quasi un anno da quella straordinaria esperienza iniziata il 20 luglio, quando, per via del traffico del GRA, stavo per perdere l’aereo che, da Ciampino, mi avrebbe portato a Santander e, in poche ore di autobus, a San Sebastian e poi alla prima tappa del cammino francese.Allora non sapevo che sia Santander che San Sebastian sono parte integrante del camino del Norte, il cammino che ho intenzione di fare ora e che inizia a Irùn (Pais Vasco).Stando ai racconti, si tratta di un cammino più impegnativo e, sebbene sia il più antico, meno battuto del francese per via dei continui saliscendi che spezzano le gambe, ma parimenti affascinante e con il vantaggio che non mi mancherà il mare e che, alla bisogna, un tuffo – vento cantabrico permettendo! – potrò sempre farmelo.Partirò dal mitologico Pais Vasco per toccare la Cantabria e le Asturie e, infine, la splendida Galizia: da poche foto ho già capito che i paesaggi sono spettacolari. Il clima sarà sicuramente più rigido come ho già sperimento lo scorsa estate a Santander, in Navarra e ne La Rioja, ma so già che il mio più acerrimo nemico sarà il vento che, nonostante il caldo, mi obbligherà a coprirmi.Purtroppo ci sono due inconvenienti: 1) in primo luogo pare che, soprattutto nella prima parte, si respiri un’atmosfera meno mistica del cammino francese per via di furbetti che, approfittando dei prezzi stracciati degli albergues, si fingono pellegrini per accedervi salvo poi limitarsi a fare i turisti ordinari. Per questo motivo, al fine di evitarli, ho deciso di partire ben prima del mese di agosto e, più in generale, dell’estate; 2) sarò accompagnato dall’autostrada cantabrica che corre in parallelo. Vedrò comunque di ovviare ai fastidi.

L’anno scorso partì con 102 kg per poi arrivare a Santiago con 90 kg fortemente spossato. L’essere stato fuori forma ha comportato diverse difficoltà e, approssimativamente, ho dovuto fare 1/10 di fatica in più rispetto al normale.

Tra l’altro i maggiori problemi sono derivati dai miei piedi, ovvero da scarpe praticamente nuove e non testate a dovere che eran troppo piccole e che in più, alla prima tappa, sono affondate nel fango di Roncisvalle causandomi così, nei giorni successivi, dolorosissime vesciche. Infatti, solo grazie ai sandali e a notevoli prove di sofferenza, sono riuscito a tirar avanti.
Ora peso 95 kg, un poco più del dovuto ed è pure meglio perché il grasso (non troppo!) è utile per sopportare la fame: i 5 kg che ho in più li smaltirò entro i primi 10 giorni con il vantaggio che ho energia da spendere. Quanto alle scarpe sono indispensabili quelle da trekking, ma stavolta senza commettere errori – anche perché il percorso non consentirà spesso i sandali! – e con due numeri abbondanti in più.

L’idea è quella di atterrare a Bordeaux per tentare di dimostrare che non sono del tutto ispanico-dipendente e visitare anche Biarritz, città di mare che evoca in me l’ultima lettura che feci prima del mio primo cammino: Fiesta di Ernest Hemingway. La sera del 20 luglio 2011 arrivai subito nella città protagonista del racconto de quo, ossia Pamplona – la cui conoscenza ho approfondito in itinere facendomi compagnia con il liquore tipico navarro, il Pacharan, e arrivando a Santiago (quasi!) con uno dei suoi cittadini più rappresentativi – ora il cerchio si chiude con Biarritz.

Subito dopo andrò a Irùn, poi la nuova avventura inizierà per davvero.

BUEN CAMINO, ERNESTO!

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