In partenza per il cammino di Santiago

Calle Mayor, Alicante

Aprile 2010, Alicante, Sud. Sono appena tornato dal mare e sto passeggiando per la centralissima calle Mayor all’altezza dell’Iglesia di Santa Maria e un’incisione capta la mia attenzione.  C’è scritto che da quel punto inizia uno dei tanti caminos che portano a Santiago de Compostela. Rimastone impressionato, quella stessa sera ne parlo con Miguel, mio collega en derecho, che mi svela la storia dei diversi percorsi tracciati nei secoli dai pellegrini. Discorriamo di Irùn nei Paesi Baschi, di Sevilla in Andalusia e Coimbra in Portogallo. Da ogni punto cardinale sembra possibile partire alla volta di Santiago, tuttavia è il camino francés quello che, tra tutti, regala più suggestioni.

Si attraversano i Pirenei attraverso il passo  di Roncisvalle, dove oggi vivono 30 anime ma che è luogo imprescindibile per fondare l’identità comune europea. Viaggiare é ciò che più mi piace e, appena trovo un  buon volo, vorrei sempre prenotarlo senza preoccuparmi più di tanto dell’organizzazione. Solo l’anno scorso ne ho presi 20 e ho il vizio di pensare alle prossime destinazioni possibili già prima di arrivare in quella in corso. Per pianificare Santiago, invece, ci ho messo più di un anno. Non mi interessa percorrere gli ultimi 100 km, il minimo dei km richiesti per ottenere la “Compostela”, né fare semplicemente il turista. A parer mio il requisito indispensabile per iniziare il camino è non avere fretta né timore delle infinite variabili. Per questo, ad oggi, ho prenotato solo l’aereo per la partenza – 20 luglio – ma non quello di ritorno. Atterrerò a Santander per poi fare rotta – prima di iniziare il camino – su San Sebastiàn, Bilbao e Pamplona, ma il mio consiglio è di andare prima a Zaragoza, dove sorge il santuario della Nostra Signora del Pilar eretto, secondo la tradizione, proprio dall’apostolo Santiago dopo che Maria, ancora vivente a Gerusalemme, gli era apparsa seduta su un pilastro (un pilar appunto, ancora visibile all’interno del Santuario in foto sotto). Zaragoza a parte, non conosco il Nord della Spagna – diciamo che non vado d’accordo col Nord in generale – per cui mi aspetto condizioni diverse rispetto a quelle della comunidad valenciana, la regione che più ho vissuto e che per condizioni climatiche, cordialità degli abitanti e stile di vita è molto simile a Napoli.

Virgen del Pilar, Zaragoza

Avrei voluto evitare il periodo più caldo dell’anno in cui ci sarà più affollamento nella storia (è l’anno Santo e c’è anche la giornata mondiale della gioventù a Madrid), ma in fondo la considero un’occasione in più per trascorrere un’estate alternativa, per la prima volta (quasi) senza mare. Anzi, se fosse stato possibile, mi sarebbe piaciuto partire da Notre Dame a Parigi, dalla stradina in cui è seppellito Jacques de Molay, l’ultimo gran Maestro dell’ordine dei Cavalieri Templari. Del resto tutto ritorna, perché Jacques in Italiano si traduce Giacomo, in Spagnolo…SANTIAGO.

Partirò da solo e cercherò di calarmi nello spirito del vero pellegrino, unica deroga sarà questo blog. L’idea é quella di  tenere un diario di bordo scrivendo en vivo le impressioni del momento. Lo farò qui o, con brevi pillole, su facebook, sempre che ne abbia l’occasione e le forze.

Cammino francese

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