Io difendo il buon senso, io difendo la famiglia, io difendo le Sentinelle in Piedi

Io difendo il buon senso, io difendo la famiglia, io difendo le Sentinelle in Piedi

Finora non ho mai aderito ad alcuna iniziativa delle Sentinelle in Piedi e dubito che lo farò in futuro: non credo, infatti, di possedere un autocontrollo tale per riuscire a non reagire alla violenza dei seguaci del nuovo totalitarismo che avanza e che sta cercando di imporsi grazie al controllo pressoché totale dei media  e grazie alla criminalizzazione di ogni forma di dissenso.

Ciò nonostante non posso esimermi dal manifestare tutta la mia stima per quei padri di famiglia e quei ragazzi perbene che, senza ricevere alcun finanziamento pubblico e senza avere alcuna organizzazione politica  o sindacale alle spalle, si riuniscono in piazza per leggere un libro in silenzio.

Le sentinelle in piedi, infatti, non urlano, non intonano slogans, non rompono le vetrine dei negozi, non si scontrano con la polizia, non lanciano molotov contro gli oppositori e – soprattutto – non nascondono il proprio viso con i passamontagna. Semplicemente si riuniscono e leggono in silenzio al fine di ribadire un concetto banale quasi pleonastico nella sua ovvietà e che in tempi meno bui non sarebbe nemmeno necessario ricordare: se le definizioni giuridiche di matrimonio e di famiglia sono state costanti in tutte le epoche e in tutte le civiltà, con quale logica si possono snaturare in nome di una ideologia neopositivista piegata ai capricci di una minoranza facoltosa?

E, soprattutto, come si può introdurre un nuovo reato di opinione che prevede  la galera per chi osa pensare che la famiglia sia una società naturale basata sul matrimonio come statuito  dalla costituzione?

Le Sentinelle in piedi, del resto, non fanno altro che opporsi ad un disegno eversivo volto a travolgere l’ordine democratico difendendo non solo concetti propri del Vangelo, del diritto naturale e dell’ovvio buon senso, ma anche quelli contenuti nella laicissima costituzione della repubblica italiana.

Orbene, in qualsiasi società sana e pluralista l’iniziativa delle Sentinelle in Piedi verrebbe elogiata per il suo garbo, invece in Italia viene ostracizzata da squadristi  spalleggiati dai media che ovunque organizzano contromanifestazioni di una violenza inaudita contro padri, madri, anziani e – udite, udite! – persino contro bambini nel passeggino colpevoli di avere genitori che esercitano il diritto di manifestare il proprio silenzio, nonché il proprio diritto alla conoscenza .

Al riguardo – per comprendere che la democrazia e la legalità in Italia  sono più in pericolo che mai – basti considerare che i giornali neopositivisti (Il corriere della sera, la repubblica, il Fatto Quotidiano, l’Espresso), con la complicità di una stampa tenuta in vita per assecondare  “la svolta di Dudù”,  pubblicano quotidianamente e con stravagante pervicacia calunnie e dossier menzogneri verso le Sentinelle in Piedi.

Persino quello pseudo-scrittore di Roberto Saviano (cfr. Una volta, per definirsi scrittore, bisognava saper scrivere!) è arrivato a giustificare pubblicamente la violenza squadrista contro le Sentinelle in Piedi se finalizzata ad intimidirle e a reprimere il contrasto al pensiero dominante.

Tale condotta  paramafiosa dei media si è spinta fino ad attaccare Alfano che, in qualità di ministro degli interni, è tardivamente intervenuto per invitare i sindaci meno accorti a non trascrivere atti contra legem (cioè nulli) e, quindi, a non commettere il reato di falso in atto pubblico.

Eppure, davanti ai suesposti pericoli che sta correndo la nostra pur debole democrazia, solo le Sentinelle rimangono in piedi.  

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